Page 183 - L'italia del dopoguerra - Il Trattato di pace con l'Italia - Atti 10-12 ottobre 1996
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                 contro  la  Germania,  già  subito  dopo  l'armistizio,  gli  ufficiali  alleati
                 dell'A.F.S.C.  (Air  Force  Sub Commission,  in  particolare gli  Inglesi,  conti-
                 nuavano  a  svolgere  "con  zelo"  i loro  compiti  di  controllo  sull'Aeronautica
                 italiana in relazione alle clausole dell'armistizio.
                     In  una riunione tenutasi presso l'A.F.S.C.  il  7 giugno  1946 gli  ufficiali
                 britannici (l'Air Commodore Marck e il Wing Commander Thomson) nello
                 esaminare,  assieme  ai  rappresentanti  dell'Aeronautica  italiana  (colonnelli
                 Remondino,  Cigereza,  Brenta,  e tenenti colonnelli Fanali e  Gasperi)  quali
                 tipi di velivoli e motori la R.A. intendeva mantenere in linea per l'avvenire e
                 quali  tipi  erano  considerati  a  consumazione,  alla  fine  della  riunione  il
                 Thomson dichiarò che «l'A.F.S.C. chiede che vengano presi gli idonei prov-
                 vedimenti per eliminare tutto il materiale di tipo radiato dal servizio (cellule,
                 motori e ricambi),  soprattutto allo scopo di  evitare un dannoso aggravio al
                 personale dei magazzini e dei servizi tecnici>>.
                     Remondino,  nella  riunione  rappresentò,  <<che  lo  Stato  Maggiore  della
                 R.A. ritiene suo dovere non prendere iniziative di distruzione di materiale di
                 volo efficiente>>.  (S)
                     Per i rappresentanti della R.A.  (Remondino e Fanali, figure di spicco in
                 guerra  e  nella  ricostruzione  dell'Aeronautica  del  dopoguerra),  era  fonda-
                 mentale  mantenere in  essere  il  massimo della  forza  aerea  italiana per non
                 pregiudicarne la sopravvivenza, anche perché non sapevano che cosa il  trat-
                 tato di pace avrebbe riservato all'Italia.
                     Nell'estate del  1946, dovendosi il generale Aimone Cat recarsi a Parigi
                 per un lungo periodo per poter seguire i delicati negoziati del trattato di pace,
                 il  Ministro dell'Aeronautica Cingolani,  in  carica da pochi giorni, chiese ed
                 ottenne dall'A.F.S.C.l'autorizzazione a richiamare in servizio un generale di
                 squadra  (allora  era  vietato  all'Italia  il  richiamo  di  generali)  da  nominare
                 Capo di  Stato Maggiore aggiunto.  Il  3  agosto  1946  l'incarico  fu  affidato  al
                 generale  Alberto  Briganti  (reduce  dal  lager  tedesco  64/Z  di  Schokken  in
                 Polonia e che per miracolo era anche sfuggito alla  fucilazione  da parte dei
                 Sovietici), incarico che tenne sino al  l  gennaio del  1947.
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                     La  presenza  del  Briganti  contribuì,  in  campo  nazionale  ed  alleato,  ad
                 accrescere la credibilità dei vertici dell'Aeronautica italiana in quel momento
                 così difficile e delicato all'interno e all'esterno della stessa forza armata.


                 ~Aeronautica Militare all'indomani del Trattato di Pace.
                     La conoscenza delle severe clausole del Trattato di Pace firmato a Parigi
                 iliO febbraio  1947, faceva  svanire in molti Italiani la speranza che il  leale e
                 fattivo  contributo  dato  dalle  Forze  Armate  italiane,  e  in  particolare  dalla
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