Page 187 - L'italia del dopoguerra - Il Trattato di pace con l'Italia - Atti 10-12 ottobre 1996
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                 che gli permise di esercitare con successo una politica caratterizzata da fermez-
                za  e diplomazia francamente  sorprendenti per un  generale  italiano".  (  11 )  Ai
                 dibattiti sulla ristrutturazione delle tre forze armate italiane non partecipò
                 però la stampa nazionale, come se tali problemi non riguardassero l'Italia.
                 Ciò conferma che  la  frattura  fra  "mondo civile"  e  "mondo  militare",  evi-
                 denziatasi tragicamente  l '8  settembre 1943, non si  era ancora ricomposta.


                Le grandi scelte.
                     Le elezioni politiche del  18 aprile 1948, con la legittimazione del popo-
                 lo italiano, sancivano il definitivo ritorno dell'Italia nel campo dell'Occidente
                 democratico. E, con la svolta atlantica dell'anno successivo, l'apprezzamen-
                 to geostrategico dell'Italia fu  meglio definito e quindi anche i compiti delle
                 forze armate italiane, in particolare quelli dell'A.M., poterono essere rivisti su
                 basi realistiche.
                     Intanto  il  18  settembre  1947,  negli  USA  veniva  costituita  l'U.S.A.F.,
                quale forza armata indipendente rispetto all'U.S. ARMY e all'U.S. NAVY, in
                virtù del determinante contributo dato dalle forze aeree americane alla vitto-
                 ria  nella  Seconda  Guerra  Mondiale  e  al  mantenimento  della  pace  nel
                 secondo  dopoguerra. 0 2 )  Tali  fatti  contribuirono  a  fare  chiarezza  nei  con-
                 fronti di chi anacronisticamente in Italia si batteva per dividere l'A.M. in due
                 tronconi da assegnare all'Esercito e alla Marina e tornare all'organizzazione
                 aeronautica pre 28  marzo 1923.
                    In  Italia  bisognava  trovare  il  modo  per  "eludere"  quelle  clausole  del
                Trattato di  Pace  che avrebbero  seriamente compromesso la  naturale evolu-
                 zione  dell'Aeronautica  militare  e  la  rinascita  del  Potere  Aereo  italiano  del
                 quale le forze aeree sono il braccio armato.
                    In accordo alle clausole militari del Trattato di Pace vennero sacrificati
                gli  aerei  più  vecchi  di  costruzione  italiana  ancora  in  servizio  (Macchi
                 Castaldi Mc. 202- 205, Reggiane Re. 2001, Fiat Cr. 42).
                     Per fortuna dell'Italia, fra  il  194 7-48, alcune nazioni (Argentina, Egitto,
                 Siria e Libano), che, per propri motivi, non intendevano dipendere da Gran
                 Bretagna, Stati Uniti e Unione Sovietica, s'interessarono all'acquisto di alcu-
                 ne  centinaia  di  caccia  e bombardieri  italiani del  tipo  Fiat G  55,  Mc.  205  e
                 Savoia Marchetti SM 79.  Per accelerare tale operazione, l'A.M.  cedette una
                 parte dei suoi migliori aerei, riducendo cosi il numero dei velivoli in carico e
                 formalmente rientrando nei limiti imposti dal trattato di pace. (IJ)
                     Le  clausole,  considerate eccessivamente  limitative e vessative  specie  in
                 relazione  alla  demolizione  degli  aerei  eccedenti  erano  "inaccettabili"  per
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