Page 184 - L'italia del dopoguerra - Il Trattato di pace con l'Italia - Atti 10-12 ottobre 1996
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L'AERONAUTICA DEL TRATTATO DI PACE 173
Regia Aeronautica, alle operazioni belliche contro la Germania nel periodo
della cobelligeranza fosse stato sufficiente a modificare l'impostazione puni-
tiva insita nelle clausole dell'armistizio. Illusioni che erano state alimentate
dagli stessi Alleati nell'incoraggiare, sostenere ed elogiare gli aviatori italiani,
fornendo anche aerei da combattimento all'Aeronautica italiana nel corso
della guerra di Liberazione. ( 6 )
Il Trattato di Pace, suddiviso in numerosi articoli, risultò molto restritti-
vo e mortificante per l'Italia. Esso prevedeva limitazioni in campo politico,
economico, industriale, territoriale e strategico. In particolare, colpiva le
FF.AA. imponendo drastiche riduzioni all'Esercito, cui veniva concesso un
massimo di 185 000 uomini, alla Marina che con un massimo di 25 000
uomini veniva spogliata delle sue navi migliori, e all'Aeronautica riducendo-
ne gli uomini a 25 000 ed i velivoli a 350 unità come vedremo in seguito.
La durata del trattato, come citato all'art. 46, poteva essere modificata, in
tutto o in parte, solo dopo un accordo tra le potenze alleate o dopo che l'Italia
fosse divenuta membro delle Nazioni Unite.
Per quanto riguardava l'Aeronautica, l'art. 48 vietava di costruire nelle
Puglie, ad est del meridiano l7°45'E, nuove installazioni aeronautiche e di
sviluppare quelle già esistenti. Tali divieti valevano anche per la Sicilia e la
Sardegna (art. 49). Cart. 51 proibiva di possedere e sperimentare armi ato-
miche, proiettili auto propulsi o guidati e dispositivi per il lancio dei medesimi
oltre che di qualsiasi tipo di armamento offensivo.
In particolare, per quanto concerneva le forze aeree operative, il trattato
all'Art. 64, alla Sez. V - sotto la voce restrizioni imposte all'Aeronautica
Militare italiana- imponeva:
l) «l'Aeronautica Militare Italiana, compresa tutta l'Aviazione per la
Marina, dovrà essere limitata ad una forza di 200 apparecchi da caccia e da
ricognizione e di 150 apparecchi da trasporto, da salvataggio in mare, da
scuola e da collegamento>>.
Nelle cifre predette erano compresi gli apparecchi di riserva. Tutti gli
aeroplani, fàtta eccezione per quelli da caccia e da ricognizione, dovevano
essere privi di armamento.
Corganizzazione e l'armamento dell'Aeronautica italiana e la relativa
dislocazione sul territorio italiano dovevano essere concepiti in modo da sod-
disfare solo esigenze di carattere interno, di difesa locale delle frontiere ita-
liane e di difesa contro attacchi aerei.
2) <<Lltalia non potrà possedere o acquistare apparecchi concepiti essen-
zialmente come bombardieri e muniti dei dispositivi interni per il trasporto
delle bombe>>.

