Page 180 - L'italia del dopoguerra - Il Trattato di pace con l'Italia - Atti 10-12 ottobre 1996
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LAERONAUTICA  DEL  TRATTATO  DI  PACE









                                                          SEBASTIANO LICHERI


          Premessa

              La conferenza  per la  pace,  cui  parteciparono  i  21  rappresentanti  delle
          potenze vincitrici, si tenne a Parigi dal 29  luglio al  15  ottobre  1946. Oltre ai
          cinque grandi, Stati Un i ti, Unione Sovietica, Gran Bretagna, Francia e Cina,
          vi  parteciparono anche Australia,  Belgio,  Brasile,  Canada,  Cecoslovacchia,
          Etiopia, Grecia, India, Jugoslavia, Norvegia, Nuova Zelanda, Olanda, Polo-
           nia,  Bielorussia,  Ucraina,  e  Unione  Sudafricana.  L.Italia,  che  era  esclusa
          dalle discussioni, poteva contare solo sull'americano Byrnes tra i grandi ed il
          rappresentante brasiliano e quello olandese fra  i minori. Ma quelli che deci-
          devano tutto in favore  dei propri paesi erano i quattro grandi, <<tanto  che il
          neozelandese Jordan sbottò un giorno:  che razza di conferenza è questa in
          cui  una  minoranza  di  quattro  tizi  ha  sempre  ragione?  Questa  è  roba  da
          Hitler e da Mussolini>>.  (l)
              Non si  può pertanto parlare di trattato, ma di un "diktat" dei vincitori.
          La "legge della lancia", veniva applicata come sempre.
              L. Italia  agli  occhi  dei  rappresentanti  di  Stati  Un i ti,  Unione  Sovietica,
          Gran Bretagna e Francia era divenuta una pura espressione geografica da uti-
          lizzare come merce di scambio in accordo ai loro disegni politico-militari.
              La stesura  del  trattato di  pace  con  l'Italia era vincolata  agli  accordi  di
          Potsdam del luglio-agosto  1945, e quindi alla  formulazione dei trattati con
          gli ex satelliti dell'Asse nei Balcani.
              I Chiefs of Staff inglesi avevano perciò affrontato il  problema delle clau-
           sole  militari di  questi trattati da  un punto di  vista  globale, sottolineando  le
          interrelazioni esistenti tra le decisioni che sarebbero state prese nei confronti
          dei vari stati e la possibilità di usare i negoziati di pace per garantire una siste-
           mazione che desse al Sud-Est dell'Europa un minimo di garanzia di stabilità
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