Page 185 - L'italia del dopoguerra - Il Trattato di pace con l'Italia - Atti 10-12 ottobre 1996
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All'art. 65, inoltre, veniva limitato a 25 000 uomini l'organico dell'Aero-
nautica compreso il personale combattente, i comandi ed i servizi, inclusi gli
equipaggi destinati all'Aviazione per la Marina.
(All'entrata in guerra la R.A. contava oltre 3600 aerei bellici e circa
84 000 uomini, che arrivarono complessivamente a 180 000 nel corso della
guerra, i piloti erano oltre 2000).
L:art. 66 stabiliva la smobilitazione del personale eccedente gli effettivi
fissati all'articolo 65 entro 6 mesi dall'entrata in vigore del trattato di pace.
L:art. 67 obbligava la consegna del materiale bellico in eccedenza ai
governi dell'Unione Sovietica, del Regno Unito, degli Stati Uniti d'America
e della Francia. Uguali disposizioni valevano per il materiale bellico fornito
dagli alleati che doveva essere messo a loro disposizione in accordo alle
disposizioni che sarebbero state date all'Italia.
L:art. 70 infine contemplava la proibizione di allenare o impiegare tec-
nici dell'aviazione civile o militare tedesca e giapponese oltre a quella di
acquisire o fabbricare aerei civili di disegno tedesco o giapponese, anche con
sole parti di fabbricazione prodotte nelle due nazioni sopraccitate.
Al Momento della firma del Trattato di Pace, l'Aeronautica Militare
Italiana disponeva di 678 piloti e di circa 500 velivoli. Precisamente 486 aero-
plani di vario tipo, dei quali 257 caccia, 24 bombardieri, 92 trasporti, 62 idro,
44 da collegamento e scuola, 7 ricognitori (vedasi- Stato Maggiore Aeronau-
tica - l o Reparto - l a Sezione operaz. e addestramento situazioni velivoli e
piloti dell'A.M. alle ore 24 dello marzo 1947- Allegato B.).(?)
Con un espediente giuridico un gruppo di preziosi trimotori SM 82 e
G. 12 da trasporto e relativo personale venne ceduto simbolicamente al
Sovrano Militare Ordine di Malta, ufficialmente riconosciuto in campo
internazionale.
Così vennero salvate dalla demolizione i trimotori SM 82 e G 12 appo-
nendo sulla fusoliera e sulle ali la croce bianca in campo rosso del S.M.O.M.
al posto della coccarda tricolore, ed escluso dal congedamento il relativo per-
sonale dell'Aeronautica. L:A.M. in tal modo continuò ad operare nel campo
del trasporto aereo, del quale il Paese aveva grande bisogno dato lo stato disa-
stroso delle ferrovie, delle strade e dei trasporti marittimi.
Rimaneva però il problema di salvaguardare gli aerei in eccedenza della
specialità caccia.
Molti degli ufficiali e sottufficiali dell'A.M., dignitosamente, in quel
periodo lasciarono il servizio attivo di loro iniziativa, e non certo col mirag-
gio di trovare altro impiego nel campo civile, data la disastrosa situazione
economica dell'Italia, o nel campo dell'industria aeronautica italiana, la cui

