Page 175 - L'italia del dopoguerra - Il Trattato di pace con l'Italia - Atti 10-12 ottobre 1996
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                    Le  unità  navali  tutte,  comprese  anche  quelle  più  piccole,  erano  state
                ripartite in 3 gruppi. Il primo gruppo era quello costituito dalle unità lascia-
                te alla Marina italiana e consisteva in:
                •  2 navi da battaglia antiquate (Doria  e Duilio);
                •  4 incrociatori (Duca degli Abruzzi, Garibaldi, Montecuccoli,  Cadorna);
                •  4 cacciatorpediniere (Carabiniere,  Grecale,  Granatiere,  Da Recco};
                •  16 torpediniere;
                •  19 corvette;
                    più un certo numero di dragamine e vedette nonché un dettagliato elen-
                co  di  naviglio  ausiliario  che  comprendeva  navi  petroliere,  navi  cisterna,
                rimorchiatori,  una  nave  scuola,  una nave  appoggio,  una  nave  trasporto ed
                alcune navi idrografiche.
                    Il secondo gruppo era costituito dalle unità che avrebbero dovuto essere
                messe  a  disposizione  dei  Governi  delle  quattro  Grandi  Potenze,  entro  tre
                mesi dall'entrata in vigore del trattato, per essere consegnate alle nazioni bel-
                ligeranti. Questo gruppo comprendeva le seguenti unità:
                •  3 navi da battaglia (Cesare,  Vittorio Véneto,  Italia);
                •  5  incrociatori  (Eugenio  di  Savoia,  Duca  d'Aosta,  Pompeo  Magno,  Attilio
                  Regolo,  Scipione Africano);
                •  l  esploratore (Eritrea);
                •  7  cacciatorpediniere  (Oriani,  Riboty,  Artigliere,  Fuciliere,  Legionario,
                  Mitragliere,  Vélite);
                •  6 torpediniere;
                •  8 sommergibili;
                •  14 motosiluranti;
                •  15 MAS;
                  e inoltre un cospicuo numero di  dragamine, vedette, motozattere, petro-
                liere, navi cisterna ed una nave scuola, il Cristoforo Colombo.
                    Il terzo gruppo si riferiva alle unità eccedenti e comprendeva:
                •  28 sommergibili, da affondare in alto mare;
                •  unità di superficie galleggianti o in costruzione, da demolire;
                •  unità di superficie affondate nei porti e nei canali di entrata nei porti, da
                  recuperare e demolire.
                    Il trattato prevedeva anche che il tonnellaggio complessivo della Marina
                italiana (escluse le navi da battaglia che erano ormai vecchie e superate) non
                avrebbe dovuto superare le  67 500  tonnellate e che nessuna nave da guerra
                avrebbe potuto essere acquistata o impostata prima del 1950. Per il  persona-
                le  era  poi  stabilito  che  gli  effettivi  non  avrebbero  dovuto  superare i 25 000
                uomini  tra  ufficiali,  sottufficiali  e  marinai.  Del  tonnellaggio  complessivo
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