Page 198 - L'italia del dopoguerra - Il Trattato di pace con l'Italia - Atti 10-12 ottobre 1996
P. 198
CONSIDERAZIONI RELATIVE ALL'AVIAZIONE
MILITARE ITALIANA NEI RIGUARDI
DEL TRATTATO DI PACE
L'Italia esprime la convinzione che, nel quadro del trattato di pace, le sia
consentito di poter disporre:
• di un'aviazione militare di difesa, adeguata per numero e caratteristiche
degli aerei, al compito previsto dall'articolo 51 del trattato di San Fran-
cisco, circa la difesa del proprio territorio e delle proprie coste, in attesa del
tempestivo intervento delle Forze Internazionali, contro l'eventuale ag-
gressore;
• di un'aliquota di aviazione militare per la cooperazione con le FF.AA. di
superficie, Esercito c Marina, proporzionata alle esigenze imprescindibili
di queste due Forze Armate, alla loro consistenza numerica ed ai loro
compiti nell'ambito della difesa del territorio e delle coste nazionali;
• di un'aliquota di aviazione marittima per continuare i servizi di assisten-
za e soccorso in caso di sinistri aerei marittimi, nelle acque adiacenti alla
penisola ed alle isole, nell'interesse del traffico aereo marittimo interna-
zionale e nazionale, come già in atto;
• di un'organizzazione di difesa contraerea adeguata alla protezione del suo
territorio e delle sue coste, eccezionalmente esposti, entrambi, al sorvolo di
sorpresa, da parte delle formazioni aeree di paesi eventualmente ostili;
• di un'eventuale aliquota di aviazione militare di tipo e caratteristiche ade-
guati alla immediata ed efficace collaborazione con le Forze Aeree
Internazionali, destinate alla sicurezza collettiva.
Le suddette aspirazioni, sono espresse nell'unica forma consentita dalla
situazione politica ed economica in cui si trova oggi il Paese. Esse non fànno e
non possono fare riferimento a dati numerici, per la duplice ragione che, men-
tre sarebbe assurdo proporsi programmi immediati non rcalizzabili, a causa
delle limitazioni automaticamente imposte per molti anni dalle precarie condi-
zioni delle finanze, delle industrie e delle onerosissime esigenze della ricostru-
zione e del riordinamento interno del paese, non sarebbe nemmeno equo ed
onesto pregiudicare a priori l'avvenire della sua difesa nazionale, costringendola
fin d'ora, entro termini eccessivamente ristretti ed inadeguati, che potrebbero
essere _imposti che dovrebbero essere - in questo caso - subiti, ma che non
potrebbero essere certo ben accetti e tanto meno spontaneamente proposti.

