Page 200 - L'italia del dopoguerra - Il Trattato di pace con l'Italia - Atti 10-12 ottobre 1996
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CONSIDERAZIO"'I REI ,ATIVE ALL' AVIAZIOI\E \IILITARE 189
Tuttavia, le ragioni di principio e di fàtto sopra esposte consigliano di pro-
spettare e sostenere un progetto di ricostruzione aeronautica che consenta -
sia pure a lunga scadenza di tempo - di realizzare le condizioni di efficienza
minima indispensabile alla difesa del territorio e delle coste nazionali.
Seguono le Ragioni Specifiche che militano in fàvorc delle aspirazioni
espresse nei 5 paragrafi con i quali ha inizio questo Memorandum:
di carattere generale
• l:Aviazione Italiana ha dato alla causa alleata il più largo ed incondizio-
nato appoggio, in tutte le forme possibili, da quelle di guerra manifeste ed
oscure, ma elevate ed eroiche entrambe a quelle tecniche e logistiche più
modeste, ma non meno dure, tenaci e devote. Essa era facilitata, nell'of-
ferta, dalla coincidenza dell'interesse alleato con quello nazionale; ma
rimarrà sempre da attribuirsi alla sua fedeltà e dedizione, il modo come la
maggior parte dell'Aeronautica seppe superare la tragica crisi dell'8 set-
tembre 1943. (Allegato N. l con annessi grafici).
• I riconoscimenti alleati non si limitarono alle sole manifestazioni verbali e
letterarie ma ebbero forma concreta con la concessione in uso di aerei
alleati per la costituzione e l'alimentazione di cinque Gruppi Organici (l O
Squadriglie - 90 aerei più gli aerei per le Scuole c rifornimenti linea che
sostennero il massimo peso nella guerra nei Balcani). (Allegato N. 2 e
annesse documentazioni).
Per ignote ragioni non furono concessi aerei di altro tipo, secondo le pre-
visioni del programma iniziale.
• Nell'immediato dopo-guerra e tuttora sono in brillante servizio plurigior-
naliero per Corrieri Militari Alleati, i vecchi aerei da bombardamento ita-
liani di tutti i tipi, trasformati in trasporti. Essi sono ancora in vita grazie
al costante, tenacissimo sforzo tecnico degli ottimi specialisti dell'Arma;
relative al paragrafo a)
• l:Italia, per la sua situazione geo-politica e la grande estensione delle sue
coste (8500 Km. circa), non può garantire la propria integrità e, quindi,
l'eventuale efficace uso delle proprie basi aeree e navali, se non mediante
l'impiego di forze aeree e di superficie adeguate alla prevedibile entità
delle possibili aggressioni.
Questa constatazione vale indubbiamente per qualsiasi azione di polizia
internazionale che potesse interessare, in avvenire, le Nazioni Unite.
Una insufficienza al riguardo, non riuscendo ad ostacolare una eventuale
invasione, pregiudicherebbe ed in ogni caso ritarderebbe l'intervento delle
Forze Armate Internazionali, a tutto danno del Paese che sarebbe nuova-
mente sottoposto agli orrori della guerra nel suo interno, ed a scapito dello

