Page 202 - L'italia del dopoguerra - Il Trattato di pace con l'Italia - Atti 10-12 ottobre 1996
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CONSIDERAZIONI RELATIVE ALL'AVIAZIONE MILITARE 191
relative al paragrafo d)
• Le attività dell'Aviazione da Difesa, di cui al paragrafo a), non possono
essere nemmeno concepite se non sviluppate nel complesso quadro della
organizzazione della difesa contraerea territoriale, in tutto il suo comples-
so di mezzi di avvistamento, di segnalazione, di allarme, di reazione aerea,
di reazione terrestre, di protezione.
• Se si considerano i progressi tecnici e specialmente quelli conseguiti
dagli strumenti radio-elettrici destinati alla ricerca e rivelazione degli
aerei nemici, al disturbo della loro azione, alla condotta ed alla guida
della reazione aerea (aerei) e contraerei (cannoni); se si pensa al pro-
gresso già realizzato ed in corso di perfezionamento, circa le armi da
gitto, le tele-armi a reazione, i cannoni, le fotoelettriche, i sistemi e i con-
gegni di puntamento, di collegamento e di comando e se tutto questo
complesso lo si riferisce alla già ricordata situazione geo-politica
dell'Italia, si dovrà riconoscere che essa è molto simile a quella che ha
imposto studi, provvedimenti, realizzazioni ed oneri gravissimi per la
difesa del territorio britannico.
• È da sperare che non si manifestino mai più situazioni analoghe a quel-
le che hanno imposto tanto lavoro, tante spese, tanto danno al suddetto
territorio.
Tuttavia, l'impossibilità di escludere dovrebbe indurre le Nazioni Unite ad
accordare all'Italia la più ampia libertà di studio e di organizzazione al
riguardo; tanto più che tale facoltà non potrebbe mai condurre alla risolu-
zione integrale del complesso ed onerosissimo problema, mentre potrebbe
imbastire la solida traccia per il suo rapido sviluppo da parte delle Forze
Armate Internazionali, in caso od in previsione di esigenze operative in
questo settore mediterraneo.
• Il vivo desiderio dell'Italia, in questo campo esclusivamente difensivo, è
del resto legittimato da una relazione ufficiale del Generale Spaatz, Capo
di Stato Maggiore dell'Army Air Force degli Stati Uniti, dalla quale risul-
ta essere stato fondato convincimento che "nessun apparato difensivo pre-
vedibile per i prossimi anni, è atto ad impedire ad una nazione con offesa
rapidissima e fortissima, all'inizio di una guerra futura, di vincere".
• È evidente che una nazione come l'Italia, la quale debba attendere la sua
salvezza dalle eventuali aggressioni, dall'intervento delle Forze Armate
Internazionali, si preoccupi fortemente di assicurare e favorire questo
intervento con l'azione ritardatrice che una razionale organizzazione
difensiva contraerea dovrebbe poter sempre realizzare, sia pure in misura
e per tempo limitati;

