Page 199 - L'italia del dopoguerra - Il Trattato di pace con l'Italia - Atti 10-12 ottobre 1996
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Verranno tuttavia formulate delle richieste concrete con esplicito ed
esclusivo riferimento alla situazione contingente della Aeronautica Italiana,
nell'intento di mantenere in vita almeno le Unità Aeree che cooperarono in
guerra, a fianco delle Nazioni Unite, in attesa che l'applicazione delle norme
che saranno da queste dettate per la limitazione e la cooperazione degli
armamenti, nel campo internazionale, stabiliscano le riduzioni o consenta-
no gli aumenti riconosciuti tecnicamente indispensabili, alla salvaguardia
dei territori nazionali da improvvise aggressioni, giusta il contenuto dello
articolo 51 del trattato di San Francisco.
I.:auspicato accoglimento di queste richieste, mentre eviterebbe le gravi
ripercussioni morali e spirituali che la loro eventuale riduzione infliggereb-
be all'intero Paese, non sembra possa essere obiettivamente contestato nel
campo internazionale, ove si tenga conto che:
• non soddisferebbe, comunque, nemmeno parzialmente per ora e per vari
anni le effettive c reali esigenze della difesa aerea nazionale;
• non pregiudicherebbe affatto il programma di disarmo e di demilitarizza-
zione, già prestabilito cd in corso di alacre sviluppo.
D'altra parte, la volontà di pace e di disarmo del Paese è insita nell'im-
pellente bisogno che esso ha di risollevarsi dalle tragiche vicende del trascorso
vcntcnnio, collaborando anche in avvenire con le N azioni Unite, attraverso
tutte le forme attive che verranno stabilite quale contributo di ogni singolo
paese al mantenimento della pace ed al conseguimento della più ampia inte-
sa e collaborazione internazionale.
Essenzialmente per queste solide ed incontestabili ragioni di carattere
morale (nostre intenzioni) e di carattere materiale (nostre condizioni pre-
senti e future) che si ha il dovere di prospettare l'inopportunità di infliggere
all'Italia una limitazione di armamenti tanto più inutile in quanto sarà
comunque automaticamente imposta e con tutta sicurezza, rigorosamente
osservata.
Nel campo aeronautico se ne ha inoltre piena garanzia ove si consideri
l'impossibilità materiale di sviluppare le costruzioni degli aeroplani e soprat-
tutto dei motori, degli strumenti di bordo, degli accessori vari, delle armi e
delle sempre più complesse delicate costosissime organizzazioni territoriali
relative, se non a prezzo di sacrifici economici che il Paese non è oggi e per
molti anni futuri nemmeno in grado di prospettarsi e che dovrebbero in ogni
modo procedere attraverso aggiornamenti tecnico-scientifici e ad acquisti
dall'estero che sarebbero altrettanto lunghi ed onerosi c che potrebbero sem-
pre essere, in ogni modo, facilmente controllati.

