Page 269 - L'italia del dopoguerra - Il Trattato di pace con l'Italia - Atti 10-12 ottobre 1996
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                 senza che nessuno dei due sia sufficiente a  realizzarla da solo.  La razza, la
                 lingua, il  territorio, le  vicende storiche, i costumi, le leggi, la  religione, sono
                 soltanto elementi inerti a cui manca il  principio vitale che si può individuare
                 nella coscienza nazionale. Si può dire cha a seconda delle varie combinazio-
                 ni degli elementi  costitutivi si  ha nei popoli una più o  meno forte  identità
                 nazionale.
                    È  una  definizione  che  si  può collegare  temporalmente  ai  valori  civici
                 risorgimentali (amore per la Patria, per il Re, senso del dovere) che restarono
                 sostanzialmente immutati nei primi decenni dell'unità d'Italia e che furono
                alla base della tenuta del tessuto nazionale negli eventi del Primo Conflitto
                Mondiale.
                    Il  fascismo  si  presentò inizialmente, come il  restauratore dell'ordine e
                dei  valori  nazionali,  ma  successivamente,  man  mano  che  procedeva  nella
                 realizzazione dello  stato  totalitario,  pretese  di  identificarsi con  la  N azione
                proponendo infine come veri italiani solo i militanti fascisti.
                    Questa  sovrapposizione  dei  nuovi  concetti  fascisti  su  quelli  dei  valori
                 tradizionali, del patriottismo risorgimentale e del nazionalismo tradizionale
                ancora saldi in moltissimi italiani, finì per soffocarli, provocando confusione
                e  disorientamento, che ebbero conseguenze negative sulla coesione  morale
                degli italiani di fronte alla guerra, all'armistizio ed al Trattato di Pace.
                    Che  influenza  ebbe  il  Trattato  di  Pace  sull'identità  nazionale?  E  che
                 riflessi sulla nostra attualità?
                    Un proverbio turco del XV secolo recita: "ogni paese è per i suoi abitan-
                ti  così  sacro come è  sacro ogni altro stato". Penso che questo proverbio  dia
                 una buona definizione del concetto di identità nazionale.
                    Riflettere sul valore della nostra identità nazionale significa ripercorrere
                 le tappe che storiograficamente l'hanno configurata e soffermarsi sul signifi-
                cato odierno di questo valore merita la più attenta e consapevole trattazione.

                Intervento del Professor Ernesto Galli della Loggia

                     Gli argomenti trattati nel convegno sono stati tutti molto interessanti. A
                 me spetta ora un compito, appunto, partecipare ad una tavola rotonda.
                     Quello che più colpisce oggi, ripensando alle cose che abbiamo sentito in
                 questi due giorni, delle discussioni che vi furono, le trattative, anzi le non trat-
                 tative, è constatare il fatto che dopo il Trattato, all'indomani del Trattato e per
                 tutti i decenni successivi esso è praticamente scomparso dalla discussione pub-
                 blica, dalla coscienza pubblica del Paese. È piombato in una specie di limbo.
                 Del resto lo ricordava, giustamente, anche poco fa  l'ammiraglio Buracchia.
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