Page 270 - L'italia del dopoguerra - Il Trattato di pace con l'Italia - Atti 10-12 ottobre 1996
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L'IDENTITÀ NAZIONALE ED IL TW\TTATO DI PACE                      2'59


              Anche  i  libri  di  storia  hanno  trattato  l'argomento  in  modo  del  tutto
          superficiale, per accenni, quando l'hanno trattato. Naturalmente non i libri
          degli  specialisti  di  storia diplomatica, che evidentemente invece se  ne sono
          occupati.  Ma,  al  di  là  di  questi  libri  specialistici,  il  Trattato  non  è  rimasto
          come un punto di  svolta  decisiva  nella  meditazione  storica del Paese  su  se
          stesso, sul suo passato.
              Solitamente si  tira in ballo un motivo per tutto ciò. E  il  motivo sarebbe
          che  gli  avvenimenti  diplomatici  successivi,  immediatamente  successivi,
          internazionali successivi, in particolare lo scoppio della guerra fredda, avreb-
          be  praticamente  reso  del  tutto inoperante  il  Trattato;  l'avrebbe immediata-
          mente  consegnato  agli  archivi.  E,  quindi,  di  fatto  il  Trattato  non  avrebbe
          avuto effetto; e quindi il  non occuparsene è giusto, è motivato dal fàtto che il
          Trattato è rimasto un puro pezzo di carta.
              Io non credo che le cose siano andate così. Credo che il Trattato sia stato,
          grazie alle possibilità sicuramente offerte in questo senso dalla guerra fredda,
          rimosso. La guerra fredda ha voluto dire, per l'appunto, per il  nostro Paese: la
          possibilità di operare una grande rimozione di tutto ciò che il Trattato signifi-
          cava e simboleggiava. E, non a caso, nel momento in cui la guerra fredda fini-
          sce,  dopo  il  1989,  il  Trattato  ritorna  di  attualità.  Noi  sentiamo  il  bisogno di
          occuparcene, non soltanto per ragioni puramente commemorative. L'opinione
          pubblica e la coscienza storiografica riscoprono quelle categorie che sono, per
          l'appunto, messe in gioco dal Trattato di Pace e che per cinquant'anni erano
          state dimenticate. Innanzi tutto: l'identità nazionale, la collocazione del Paese
          nell'ambito internazionale, il  suo rango internazionale, il  problema della sua
          politica estera, il  problema dell'efficacia del senso del  suo strumento militare.
          Tutte categorie che sono state, per così dire, cancellate, nascoste, da una situa-
          zione internazionale che è durata cinquant'anni, quella della guerra fredda. E
          che oggi, però, ritornano prepotentemente d'attualità.
              Ritorna prepotentemente d'attualità il  problema della crisi dell'identità
          nazionale, io credo, che è incarnata, per così dire, dal Trattato, simboleggia-
          ta  dal  Trattato,  che  evidentemente  è  il  prodotto  della  sconfitta  militare.
          Anche se non solo della sconfitta militare. Insomma, diciamo così, si incarna
          evidentemente nella sconfitta militare. Crisi dell'identità nazionale, e la vera
          ragione,  io  credo,  della  sua  rimozione,  è  originaria  della  nascita  della
          Repubblica. È all'origine della nascita della Repubblica.
              Cioè,  il  dato storico  politico  terribilmente problematico è  quello di  un
          regime politico che nasce  sulla crisi  dell'identità nazionale, che ha alla  sua
          origine un deficit di questo tipo; un deficit con cui è difficile, è molto diffici-
          le, fare i conti.
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