Page 255 - II Convegno Nazionale di Storia Militare - Atti 28-29 ottobre 1999
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TAVOLA  ROTONDA:  BILANCIO  E  I'ROSPE'ITJVE                           245

              Questo  è  un  esempio  del  fatto  che  la  storia  militare  non  può  non  essere
          considerata una disciplina di grande rilievo  per la  ricostruzione della storia con-
          temporanea italiana.
              Quindi, l'interesse per questa attività,  per questo lavoro,  anche per un con-
          vegno come  questo,  da  parte  di  chi  ha  responsabilità  politiche,  non è  un  inte-
          resse  dovuto,  un adempimento burocratico.
              Ma  il  fatto  è  che  se noi  vogliamo  essere  classe  dirigente  in  questo  Paese,
          se  noi  vogliamo  creare  una  nuova  classe  dirigente,  con  tutte  le  difficoltà,  con
          tutte le crisi alle quali quotidianamente assistiamo, con questo fenomeno dei par-
          lamentari che sono eletti da  una parte e  poi vanno dall'altra,  poi tornano anco-
          ra dalla parte precedente. Sono tutti fatti di trasformismo, che del resto non sono
          nuovi nella storia  politica  italiana.
              Se noi vogliamo tenere la barra del nostro timone verso l'obiettivo della for-
         mazione di una nuova classe dirigente, il problema della storia nazionale, e quin-
          di,  dentro  la  storia  nazionale  il  problema della  storia  militare,  è  un problema  a
         mio  avviso  cruciale  e  di  primo  piano.
              Non si forma  una classe  dirigente  senza  consapevolezza storica  dei diversi
         avvenimenti,  tra i quali hanno un posto rilevante,  di  spicco,  gli  avvenimenti mi-
         litari  che  hanno accompagnato la storia  italiana  di questo secolo.
              Dentro questo c'è la  storia  del fascismo,  c'è la  storia  della Seconda Guerra
          Mondiale.
              Io  ho  ascoltato  alcune  cose che  sono  state  dette,  tra  l'altro  molto  interes-
         santi,  quelle che riportano  la  memoria,  perché il  secondo filone,  accanto al  pri-
         mo  che  è  quello  del  lavoro  storiografico,  il  secondo  filone  è  quello  della
          memoria  interna  alle  Forze  Armate,  quella  dei  veterani,  diciamo  così,  oppure
          quella dei figli  dei militari,  o  dei nipoti dei  militari.  Ecco,  ho ascoltato con inte-
          resse alcune testimonianze che sono state portate qui e mi veniva in mente quan-
          to c'è da scavare,  quanta storia  c'è da riportare  alla  luce.
              Noi  oggi,  al  di  là  di  quello che dice  il mio  amico  Caligaris,  se mi  permet-
          te di chiamarlo così, che è  un po' pessimista,  noi oggi abbiamo la mente sgom-
          bra e  possiamo riportare alla  luce questa storia senza pregiudizi.  Per fortuna  ci
          siamo  lasciati  alle  spalle  tanti  complessi,  tante  contrapposizioni.  Insomma,
          l'Italia  ha  conosciuto  una  guerra  civile  che  ha  lasciato  strascichi  profondi,  ma
         poi ha conosciuto anche la  guerra fredda con tutte le  sue divisioni.  Quindi noi
          abbiamo fatto  un  po'  un miracolo  perché siamo  riusciti  a  costruire una  demo-
         crazia,  a  tenerla  viva,  svilupparla,  nonostante  tutte  queste  divisioni  profonde,
         mai pensate alla luce del sole,  sempre un po' rimosse,  sempre messe in ombra.
         Ecco,  oggi noi siamo in grado,  se ce la  faremo,  se non ci  suicideremo,  se que-
         sta classe politica che sta tentando faticosamente di  guidare il Paese non si  sui-
         ciderà,  siamo in grado oggi di riaprire un discorso nuovo,  con animo sgombro,
         senza pregiudizi,  di  rifare  la  storia  di  questi  fatti,  di  questi avvenimenti e  di  ri-
         farla  per quello  che  è,  punto  per punto.  Naturalmente  con  la  differenza  delle
          idee e  delle valutazioni.
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