Page 259 - II Convegno Nazionale di Storia Militare - Atti 28-29 ottobre 1999
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TAVOLA ROTONDA: BILANCIO E PROSPETTIVE 249
Il Ministero della Difesa d'altro canto - e questo è un elemento positivo, una no-
vità positiva - ha già deciso di riversare all'Archivio di Stato i documenti relati-
vi alle indagini giudiziarie per le quali non vi sia un vincolo di segretezza posto
esplicito, posto dall'Autorità Giudiziaria Militare sui crimini nazisti in Italia du-
rante il biennio 1943-1945. E voi sapete che noi abbiamo avuto, seppure dicia-
mo con le vicende note ... con l'amnistia ... abbiamo avuto dei processi penali
nei confronti dei collaborazionisti. E poi invece nei confronti di coloro con i qua-
li i collaborazionisti collaboravano i processi penali non ci sono stati, perché c'è
stato ad un certo punto un fermo, uno stop. E quindi questi processi sono sta-
ti archiviati "temporaneamente". Questa era la formulazione. E questi fascicoli si
sono persi. Adesso sono riemersi recentemente perché sono stati trovati in un
sotterraneo del Palazzo di Giustizia.
Ebbene, il Ministero della Difesa ha deciso che tutti gli atti sui quali non c'è
una ragione di indagine attuale vengano riversati all'Archivio di Stato in modo tale
che gli studiosi possano disporne e che quei fatti divengano meglio conoscibili.
Infine, per quello che riguarda la storia militare, sarebbe utile, io credo co-
noscere e studiare i documenti relativi alle attività dei Ministri della Difesa e del-
le strutture da essi dipendenti. Perché penso che non ci sia tutto quello che
dovrebbe esserci nella disponibilità degli studiosi. Io anzi chiederò al Ministro in
carica di potermi occupare di questa documentazione, che molti storici chiedo-
no di conoscere. Mi piacerebbe avere una delega per vedere se ci sono fondi
di documentazione nei sotterranei di Via XX Settembre. Per organizzare la cata-
logazione e per metterli a disposizione degli studiosi.
Questi sono per così dire alcuni impegni concreti. Ma al di là degli impegni
concreti che noi dobbiamo sviluppare, c'è bisogno di un impulso culturale. Allora,
certo non è compito del Governo, non è compito del Ministero della Difesa fis-
sare, indicare, prospettare linee di ricerca perché sennò ... aiuto ... andiamo a fi-
nire nella storiografia di regime, diciamo, nella storiografia di governo ....
Questo giammai. Però promuovere la ricerca, creare occasioni, sviluppare
iniziative. Per esempio programmare, oggi, per l'anno prossimo un nuovo con-
vegno di storia militare come questo di oggi che scelga un tema e lo approfon-
disca. Fare in modo che questi incontri avvengano con cadenza annuale. Quanto
sarà costato questo convegno? Io credo che il Ministero della Difesa possa fi-
nanziare un incontro come questo, da qui a un anno, da qui a nove mesi ....
E poi: qualche borsa di studio costerà poi proprio tanto? Promuovere qual-
che borsa di studio .... Avere qui al prossimo Convegno tra meno di un anno an-
che qualche giovane di trent'anni, che sta studiando e che ci porta il suo punto
di vista, il suo contributo, la freschezza, di una curiosità culturale di generazio-
ni più giovani. Questo è l'obiettivo che noi ci dobbiamo prefiggere.
Insomma, se tutto va bene, noi qui duriamo poco più di un anno, perché
ci saranno le elezioni nel 2001 e quindi li si dovrà dire quel che abbiamo fatto,
quello che non abbiamo fatto. In questo tempo, da qui fino alle elezioni del
2001 riusciamo a mettere sulle gambe un lavoro a più livelli di questo genere?

