Page 33 - II Convegno Nazionale di Storia Militare - Atti 28-29 ottobre 1999
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ESERCITO:  STORIOGRAFIA E  ARCHIVI




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              Nella  relazione  presentata  trent'anni  or sono  al  I  Convegno  Nazionale  di
          Storia Militare,  l'allora Capo Ufficio Storico dello SME  limitava,  in sostanza,  il suo
          intervento ai  lineamenti storiografici dell'Ufficio,  all'attività  delle varie sezioni ed
          al consuntivo della produttività editoriale dalle origini dell'Ufficio stesso al  1969,
          anno del convegno.
              Concludeva però la  sua  relazione  con l'auspicio  che  l'Ufficio  Storico  fosse
          potenziato,  affinché potesse far fronte  ai  due principali impegni che scaturivano
          dal convegno stesso:  l'opportunità di aprire agli studiosi,  accademici e  non, e la
          necessità di  produrre opere storiche interforze.
              In definitiva, con questa conclusione egli indicava i due obiettivi prioritari per
          il futuro degli uffici storici e della storia militare:  piena apertura e disponibilità ver-
          so l'esterno  e  nuovo  approccio  metodologico  nello  scrivere  la  storia,  che  si  po-
          trebbe  definire,  anche  se  impropriamente  ma  efficacemente,  "interdisciplinare",
          poiché appariva evidente la  necessità  che gli  studi  relativi  a  guerre e  campagne
          fossero  condotti congiuntamente sui documenti degli archivi dei tre  Uffici  Storici.
              Egli rispondeva, in tal modo, alle pressanti richieste; che si erano levate dal
          mondo accademioo,  di  poter frequentare  gli  archivi  militari - fino  allora  in ve-
          rità chiusi ai "laici" - e di poter disporre di relazioni ufficiali congiunte sulle guer-
          re (in  particolare sulla  II  guerra mondiale).
              Ad  onor del  vero,  pur con  il  necessario  distacco  da  polemiche  ormai su-
          perate  e  "storicizzate",  pare opportuno precisare  che chiusura e  mancanza  me-
          todo logica non erano esclusive "colpe" del mondo militare. Giova ricordare, infatti,
          che nell'ottocento e  fino  ai  primi decenni del novecento un disinteresse genera-
          le  aveva  circondato  la  storia  militare  in  Italia  - al  contrario  di  quanto era  avve-
          nuto negli altri Paesi - poiché accademici e studiosi del tempo sembravano coltivare
          interessi solo per la  storia  "madre",  ancorché fosse,  di fatto,  storia  militare,  quel-
          la  cioè dell'epoca  greca  e  romana.  E gli  studi  militari  sul  Risorgimento,  di spes-
          sore,  erano  di  marca  strettamente  militare  e  portavano,  gran  parte,  il crisma
          dell'Ufficio Storico.  Né il periodo successivo,  quello del ventennio fascista,  aveva
          consentito confronti che non fossero agiografici e  celebrativi talvolta fino  alla mi-
          stificazione,  fatte  salve  rare  eccezioni,  tra  le  quali  annotiamo,  in  ambito  civile,
          l'opera del Fieri e  di pochi altri illuminati e,  in ambito militare,  l'avvio della rela-
          zione ufficiale  della  Grande Guerra  da parte dell'Ufficio  Storico.
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