Page 34 - II Convegno Nazionale di Storia Militare - Atti 28-29 ottobre 1999
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                 Ogni discorso metodologico era stato quindi sino ad allora precluso ed ap-
            pare superfluo sottolineare che fu  proprio durante il I Convegno che in  Italia si
            aprì il dibattito  metodologico sulla  storia  militare.
                 In  quegli anni,  infatti,  ovvero negli  anni sessanta,  la  storia militare  in  Italia
            stava  perdendo  la  peculiarità  di  disciplina  specialistica,  relegata  e  delegata  agli
            addetti ai lavori,  ed afflitta dal pregiudizio di  "storia delle battaglie",  anche seta-
            le  pregiudizio,  che  talvolta  ancora  oggi  riaffiora,  non corrispondeva  affatto  alla
            verità.  Solo  una  analisi  superficiale  della  storiografia  prodotta dai  militari,  infat-
            ti,  poteva far  dire che essa fosse  cristallizzata  agli  aspetti tecnico-operativi,  rela-
            tivi  alla  narrazione  delle  battaglie.  Se  è  vero,  infatti,  che  nell'ottocento,  e  nei
            primi anni  del  novecento,  la  produzione maggiore  del  mondo militare  fu  dedi-
            cata a guerre e  campagne del risorgimento,  soprattutto attraverso le relazioni uf-
            ficiali  dedicate alle guerre per l'indipendenza e  l'unità d'Italia,  è  anche vero che
            si  deve  alla  pubblicistica  militare  ed ai  militari  una  ricchezza  di  studi  e . di  con-
            tributi  che spaziarono  in  tutti  i campi  della  storia  e  del  pensiero militare.  Basta
            dare un'occhiata alla  produzione, che  per decenni fu  esclusivo vanto dei milita-
            ri,  per rendersi conto di come essi intrigassero anche in quegli aspetti,  allora pu-
            re  ritenuti  collaterali  e  minori,  della  storia  militare,  che sarebbero diventati  così
            di  moda  molti,  molti  decenni  dopo:  dalla  strategia  alla  geografia  intesa  come
            geopolitica, dalla psicologia alla sociologia, dalle relazioni internazionali alla po-
            litica  militare,  dall'economia alla  mobilitazione industriale,  ecc.
                 Ed è straordinario annotare come il discorso metodologico, avviato dal Fieri
            - ma  sarebbe  più  corretto  dire  riscoperto,  se pensiamo,  ad esempio,  agli  studi
            di Antonio  Enrico Jomini  sulla  specificità  della  storia  militare - e  ripercorso  da
            insignì  studiosi  accademici  che  avrebbero  raccolto  meritati  allori  in  materia
            (Monticone,  Rochat,  Ilari,  Del  Negro,  tanto  per fare  alcuni  nomi),  trovasse  pie-
            na rispondenza  proprio in quegli aspetti indicati come nuovi ma già  battuti da-
            gli  storici in  uniforme quali Corsi,  Marselli,  Barone ed altri.
                 Giusto  per  suffragare  con  qualche  esempio,  ci  limitiamo  a  ricordare  che
            Enrico Barone non fu  solo scrittore insigne delle guerre dell'ottocento ma anche
            acuto  osservatore  dei  problemi  militari,  sociologo  ed economista di  primo  pia-
            no in  campo nazionale.
                 Cesare Cesari,  che molta  attenzione prestò agli  avvenimenti che  portarono
            all'unità  d'Italia  nel  1860-1861,  fu  il  primo a  scrivere di  quella dolorosa lotta in-
            terna  del  giovane  stato  unitario,  definita  brigantaggio  post-unitario,  individuan-
            done gli  aspetti  politici  e  sociali.
                 Carlo  Corsi,  oltre a  trattati di storia militare e  studi sulle  campagne, fu  tra  i
            primi ad affrontare  il  problema dell'educazione morale del soldato.
                 E Nicola  Marselli  produceva  opere  insuperate,  che  ancora  oggi  molto  po-
            trebbero insegnare,  per i risvolti teoretici che affrontano,  come in La guerra e la
            sua storia,  o  per quelli  sociali,  come in  La  vita del reggimento.
                 Ci  piace ricordare - per inciso - che tutti  gli  ufficiali  citati  ricoprirono  l'in-
            carico di Capo Ufficio  Storico.
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