Page 36 - II Convegno Nazionale di Storia Militare - Atti 28-29 ottobre 1999
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             del  colonnello Ferruccio  Botti;  la  storia  della  meccanizzazione  dell'Esercito,  fir-
             mata  da  Lucio  Ceva  e  Andrea  Curami;  il  rifacimento  delle  monografie  sulla
             Guerra  di  Liberazione,  a  cura  di  Giuseppe Conti.
                 Vorremmo,  inoltre,  ricordare, il completamento della relazione ufficiale del-
             la  I guerra mondiale,  ad opera del generale Alberto Rovighi.
                 Con l'opera di Marco  Cuzzi,  relativa alla Slovenia,  inoltre,  è  stata avviata la
             serie  delle  monografie  sul  periodo  delle  occupazioni  operate  dall'Esercito  nel
             corso della II  guerra  mondiale;  aspetti questi mai studiati.
                 Contributi assolutamente nuovi in questo settore sono le opere di Antonello
             Biagini sui Balcani,  tema quanto mai  attuale,  che hanno dato l'avvio ad un par-
             ticolare  aspetto  della  storia  militare  collegata  alla  storia  delle  relazioni  interna-
             zionali,  quello  della  politica  estera,  "parallela",  con  finalità  esclusivamente
             militari,  condotta  dagli  addetti  militari;  nella  stessa  direzione,  ma  guardando
             all'Oriente,  si  sta  muovendo  Gabriella  Pasqualini;  sono del  cololonnello  Nicola
             della Volpe,  invece,  gli  studi  pionieristici sulla  propaganda  di guerra,  sulla  cen-
             sura  militare  e  sul pensiero dei  soldati verso la  guerra,  aspetti  particolari  e  mai
             affrontati nella  storia delle istituzioni  m~litari e  delle guerre.
                 Ricordiamo,  infine,  l'opera avviata  dal generale Mario Montanari di  politica
             e strategia, che risponde all'asserto clausewitziano della guerra come altro ed ul-
             timo strumento della  politica.
                 Alla  seconda fascia,  quella cioè  che amplia i campi di  studio e  ricerca,  ap-
             partengono  gli  studi  ordinativi  e  uniformologici  degli  stati  preunitari  di  Piero
             Crociani, Andrea Viotti, Massimo Fiorentino, Stefano Ales e Giorgio Cantelli;  i vo-
             lumi sulla  difesa  costiera  e  territoriale  di  Flavio  Russo,  difesa  che per secoli  ha
             creato  notevoli  problemi  agli  stati  preunitari;  le  monografie  relative  all'araldica,
             alle  armi,  ai  mezzi,  alle  decorazioni,  allo  spott nell'Esercito.
                 Molti  altri  contributi  di  spessore  potrebbero  essere  citati,  ma  l'elenco  sa-
             rebbe troppo lungo, perché numerosi sono i valenti studiosi che collaborano con
             l'Ufficio.
                 Al  riguardo  ci  preme  segnalare  come,  proprio  allo  scopo  di  far  uscire  le
             opGre  prodotte da questi studiosi  dal  ristretto  ambito  degli  specialisti della  ma-
             teria,  ed avvicinare,  così,  alla  storia  militare  sempre più persone,  mettendo loro
             a  disposizione  una bibliografia redatta in gran parte  partendo dalle  fonti  prima-
             rie  custodite presso l'archivio  storico,  è  stata messa in atto - negli ultimi  anni -
             una  nuova  politica  di  diffusione  editoriale  che  ha  portato i  nostri  volumi  in  28
             librerie  dislocate  nelle  principali  città  italiane,  riscuotendo  un successo  di  ven-
             dite  che fa  ben sperare per il futuro.
                 Vorremmo ora passare all'altro importante tema del nostro intervento: quel-
             lo  relativo  all'archivio  storico.  È,  infatti,  soprattutto  dai  documenti  dell'archivio
             che nascono le opere  dell'Ufficio,  in quanto sono i fondi  di  archivio  a  registra-
             re  la  memoria,  ovvero la storia,  dell'Esercito.
                 In tale  settore,  Ufficio  ha avviato  una politica che,  con un termine  inusua-
             le  per il mondo militare,  ma  calzante,  potremmo definire  "rivoluzionaria".
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