Page 38 - II Convegno Nazionale di Storia Militare - Atti 28-29 ottobre 1999
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28 ENRICO PINO
È un impegno notevole in termini di risorse umane e finanziarie; per tale
motivo non è possibile, al momento, prevedere quando il sistema sarà a regime
e quando potrà essere completamente fruibile. Tutto dipenderà, ovviamente, dal-
la disponibilità delle predette risorse.
Per inciso, riteniamo opportuno segnalare che è in fase di realizzazione an-
che la schedatura elettronica dei volumi custoditi dalla Biblioteca Militare Centrale,
secondo il Sistema Bibliografico Nazionale (SBN) affinché, come già avviene per
le maggiori biblioteche nazionali, gli studiosi possano accedere, via INTERNET,
al catalogo ed ai volumi della biblioteca, attraverso il "polo" della biblioteca
Alessandrina, a cui ci siamo legati.
In conclusione, è possibile affermare che i trent'anni trascorsi dal I conve-
gno Nazionale di Storia Militare, offrono un bilancio positivo e proficuo per
l'Ufficio Storico dell'Esercito.
Tutti gli obiettivi - almeno quelli di Forza Armata - prefissati in quell'occa-
sione (approfondimento e diversificazione degli studi, massima apertura agli stu-
diosi e liberalizzazione delle documentazioni) sono stati indubbiamente raggiunti.
Oggi resta ancora aperto - e più che mai - il dibattito metodologico, che
molto peso avrà sul futuro della storiografia militare.
Ma questi, riteniamo siano compiti e problematiche riservati agli accademici,
più esperti in discussione teoretiche; anche se noi, uomini in uniforme, abbiamo
le nostre idee in materia. Confidiamo, infatti, di poter guardare anche in futuro,
come nel passato, alla storia militare in vista delle finalità cui essa è destinata.
In altre parole ed in ultima analisi, riteniamo che la storia militare debba
conservare le proprie "finalità strategiche", nella concezione classica clausewit-
ziana e liddelhartiana; perché la storia militare deve - o almeno dovrebbe - in-
segnarci a prevedere le possibili conflittualità ed a vincere le guerre. Non
scandalizzino i termini ed i concetti, poiché la guerra, anzi le guerre, sono realtà
che ancora oggi, alla fine del XX secolo, viviamo quotidianamente.
Per chiudere, potremmo in definitiva affermare che se il mondo militare
non guardasse alla "sua" storia in vista del fine, non avrebbe motivo di custo-
dirla, studiarla e tramandarla. Potrebbe, allora sì, "archiviarla" e metterla agli at-
ti assieme all'abusato aforisma "historia magistra vitae'.

