Page 194 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
P. 194

176                                                          PIERO  CROCIANI


            dell'apparato statale e  dell'intero  paese.  La  modernizzazione  era però da  inten-
            dersi e da ottenersi - anche a causa della difficile situazione economica - più che
            attraverso le  macchine  e i mezzi  (tranne  forse  il  caso  della Milizia della Strada),
            attraverso un modo globale, unitario, di affrontare i problemi ed attraverso un di-
            verso spirito ispiratore  di  ufficiali e gregari.

                Queste motivazioni, al  di là della loro evidenza, sono confermate anche da as-
            serzioni  dei  comandanti  di  queste  milizie.  Così,  per  la  Ferroviaria,  alla  fine  del
            1923, scriveva  l'ispettore generale  dei  Reparti  Speciali,  che  si  era costituito  "un
            poderoso organismo militare e  politico capace  di  fronteggiare  qualsiasi  situazio-
            ne e di garantire sempre al  Governo la padronanza dei più importanti servizi pub-
            blici" (2) e lo stesso, parlando il 13 dicembre 1927 agli ufficiali delle Milizie Speciali,
            diceva che queste traevano la  loro ragion d'essere dalla "concezione tutta nuova,
            tutta  esclusivamente  fascista,  delle  relazioni  fra  lo  Stato  ed  i suoi  collaboratori"
            superando il  "secolare antagonismo fra  l'Ente dirigente e le  gerarchie alte  e bas-
            se"  perché "vuole il  Fascismo  ...  che  funzionari  ed  agenti,  stretti attorno ai  loro
            Capi sentano, con fascistico slancio e chiara coscienza, la più calda solidarietà con
            la famiglia amministrativa di cui fanno parte" (3).  Per quanto poi atteneva all'aspet-
            to esterno, esteriore,  di  questa modernità, era lo  stesso Mussolini a dire,  parlan-
            do della Portuaria, "Verso di essa converge principalmente l'ammirata attenzione
            degli  stranieri,  attratti  dalla  balda prestanza fisica  dei  singoli elementi  e dalla se-
            vera  disciplina  che  regola  con garbata  autorevolezza  i loro  movimenti  nei  mag-
            giori porti d'Italia" (4), parlando dei militi della Milizia della Strada "i turisti stranieri,
            anche dal loro portamento, giudicano la  civiltà dell'Italia fascista" (5)  e accennan-
            do alla Ferroviaria "Il  viaggiatore, specie lo  straniero, deve  vedere nel milite  che
            silenzioso e pronto percorre i corridoi del  treno o vigila alle stazioni, l'emblema
            dell'Italia nuova, e tale impressione deve essere la  migliore" (6).
                Inizialmente si  pensò di coordinare - nei limiti del possibile -l'attività delle pri-
            me  Milizie  Speciali  attraverso  l'istituzione  di  un  Ispettorato  Generale  dei  Reparti
            Speciali, agli ordini del console generale Ragioni, già colonnello di Stato Maggiore.
            Però un coordinamento tra milizie di genere tra loro assai diverse e per giunta - co-
            me  vedremo - con  due  differenti  tipi  di  personale,  era assai  difficile  c,  cogliendo



                (2)  Archivio  Centrale  dello  Stato  (d'ora  in  poi  A.C.S.)  - Presidenza  del  Consiglio  dei
            Ministri  (d'ora in  poi  P.C.M.),  1924,  1-2-1-2781.
                (3)  A.C.S. Segreteria Particolare del Duce - Carteggio Riservato (d'ora in poi S.P.D. C.R.),
            B.13.
                (4)  A.C.S.,  P.C.M.,  1937-39, 1-1-12-965.
                (5)  A.C.S.,  P.C.M.,  1931-34,  1-1-12-971.
                (6)  In  "Milizia Anno  XVI" - Roma  1939.
   189   190   191   192   193   194   195   196   197   198   199