Page 199 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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LE MILIZIE SPECIALI TRA CONTROLLO E MODERNIZZAZIONE 181
anni prestarono servizio nella Portuaria due ufficiali destinati a differenti carriere
ma accomunati da una tragica fine, Ettore Muti e Pietro Caruso(20).
L'intervento italiano in Spagna portò reparti della Portuaria a Siviglia e a
Cadice, così come li portò, nel 1939, in Albania. Con la Seconda Guerra Mon-
diale furono oltre 50 i reparti dislocati, oltre che in Italia e in Albania, anche
in Grecia, Dalmazia, Tunisia e Francia, in parte direttamente impegnati sia con-
tro le incursioni aeree sia contro i partigiani. Complessivamente erano in servi-
zio circa 1350 ufficiali e militi, oltre a 2470 di complemento e circa 2000 tra
richiamati e reclute (21).
I compiti di questa milizia erano, ovviamente, incentrati sulla sicurezza dei
porti e degli scali, con risultati - a giudicare dalle fonti rimaste - più che sod-
disfacenti, con una drastica riduzione di furti e danneggiamenti e con un oc-
chio particolarmente rivolto all'ambiente umano che popolava gli scali che
dovevano accogliere i turisti. Si cercava anche di reprimere la pesca abusiva e
l'emigrazione clandestina, ed in quest'ultimo caso la polizia giudiziaria e quel-
la politica potevano talvolta coincidere, com'è attestato dai 9 arresti "politici"
su un totale di 174 operati nel 1935 (22). Accanto al lavoro dei militi in unifor-
me c'era poi quello, forse altrettanto importante, delle "squadre in borghese",
di cui apprendiamo l'esistenza dal Bollettino Ufficiale ciel 1934 e che, nel
1936, erano divenute cinque (a Genova, Livorno, Savona, Napoli e Trieste) per
complessivi 52 uomini. Squadre ciel cui apporto si avvale anche il S.l.M., per
il controspionaggio, tanto che ne vedremo ancora all'opera nel Regno del Sud,
all'indomani dell'8 settembre (23).
Anche alla Portuaria si chiedevano prestazioni non retribuite e si puntava,
in qualche modo e dove possibile, all'autarchia: così un° rapporto del 1940-41
(20) Ettore Muti, già console della Portuaria, passato alla R. Aeronautica si distinse in Afri-
ca Orientale ed in Spagna, meritando una medaglia d'oro ed altre decorazioni. Dopoo una breve
permanenza alla testa del Partito Nazionale Fascista come Segretario Nazionale, partecipò alla 2a
Guerra Mondiale, sempre nell'arma azzurra, ottenendo nuovi riconoscimenti. Durante i "45 gior-
ni" di Badoglio rimase ucciso, a Fregene, in circostanze che non si sono mai volute ufficialmente
ammettere. Anche Pietro Caruso era stato console della l'ortuaria. Dopo aver aderito alla Re-
pubblica Sociale venne nominato, nel 1944, questore di Roma. Nel giugno, in fuga dalla capita-
le, rimase coinvolto in un incidente stradale e venne catturato. Processato per il suo coinvolgimento
nel massacro delle Fosse Ardeatine, venne condannato a morte e fucilato a Forte Bravetta.
(21) A.C.S., S.P.D. Carteggio Ordinario (d'ora in poi C.O.), 516, 973.
(22) A.C.S., P.C.M., 1937-39, 1-1-12-965.
(23) Comunicazione del Servizio Informazioni Militari. Centro C.S. di Bari, in data
12-10-1943 (In Carteggio Benefici di Guerra dell'Ufficio Storico dello Stato Maggiore
Esercito, B. 53).

