Page 201 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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LE  MILIZIE SPECIALI TRA CONTROLLO  E MODERNIZZAZIONE                  183


         all'Economia Nazionale, vennero affiancati  al  comandante, generale  Boriani,  un
         luogotenente generale, un console generale e tre consoli provenienti dalla M.V.S.N.,
         figure  di  primo  piano dello  squadrismo, alcuni  dei  quali  destinati  anche ad una
         certa carriera, come Chierici, futuro capo della Polizia nel  1943.
            eistituzione della Forestale era concomitante con la politica di rilancio dell'eco-
         nomia forestale e montana voluta dal  fascismo  e che  di  lì a qualche anno, con  il
         sottosegretario Serpieri,  si  sarebbe poi  evoluta nella  bonifica  integrale. A questa
         politica la Forestale dette il  massimo contributo, raggiungendo anche notevoli ri-
         sultati come puntigliosamente le relazioni annuali precisano: in piante, strade, bo-
         nifiche montane, distribuzione di semi  e piantine, vivai.

            Gli organici inizialmente previsti per la Forestale, che si doveva interessare an-
         che  della  sorveglianza  della  pesca,  delle  trazzere  e  dei  tratturi,  ammontavano  a
         circa 5500 uomini. Neppure troppi, visti i compiti e l'estensione del territorio na-
         zionale.  Anche  allo  scopo  di  ringiovanire e  fascistizzare  l'istituzione,  nel  giro  di
         due anni vennero immessi  1000 nuovi militi, preparati nella scuola di  Cittaduca-
         le  e nella  succursale  di  Amelia.  I sottufficiali  provenivano dai  militi e  seguivano
         degli  appositi corsi a  Cittaducale, mentre gli  ufficiali,  tranne quelli  a nomina di-
         retta e con carriera particolare, erano reclutati tra gli  studenti che avevano snpe-
         rato il  biennio iniziale di  Scienze Agrarie o Ingegneria e frequentavano  un corso
         biennale all'Accademia Militare Forestale di  Firenze.
            Al  lO gennaio 1928 la Forestale contava 201  ufficiali, 480 sottufficiali, 323 mi-
         liti scelti e 1703 militi (500 dei quali appena usciti dalle scuole), allo gennaio 1930
         328  ufficiali,  317 sottufficiali  (e  le  differenze  in  più  o  in  meno  parlano  da  sole),
         302 militi  scelti e 2368  militi  (di  cui  1590 di  nuovo  reclutamento)  in parte a ca-
         vallo(25), ripartiti su otto legioni e una coorte autonoma sarda(26), impiegati in nu-
         clei  piccolissimi,  a  volte  di  due  se  non  addirittura  un  solo  elemento.  La  difficile
         situazione economica si  stava intanto facendo  avvertire,  gli  organici iniziali erano
         stati  ridotti e lo  stesso  Mussolini  aveva  ordinato  di  raggiungere gradatamente un
         massimo di 4000 uomini soltanto entro il  1938 (27).  A questa riduzione di organici
         si cercò di  rimediare con la Milizia Forestale Ausiliaria, utilizzando i guardaboschi.
             Intanto dal  1927 l'istituzione era stata maggiormente fascistizzata  con la no-
         mina a comandante di Augusto Agostini, esponente dello squadrismo umbro, lau-
         reato, frequentatore dei corsi dell'Istituto Superiore Agrario di  Perugia, giovane,



             (25)  A.C.S.,  P.C.M.,  1934-36,  1-1-12-6927.
             (26)  Decreto  Ministeriale  11-2-1930  in  Bollettino  della  Milizia  Nazionale  Forestale,
         Disp.  4 del  1930.
             (27)  A.C.S.,  P.C.M.  1934-36, 1-1-12-6927.
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