Page 203 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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LE  MILIZIE  SPECIALI  TRA  CONTROLLO  E  MODERNIZZAZIONE              185


         una volta a dar vita ad un raggruppamento motorizzato  (e  criticato dai  "superiori
         comandi" perché troppo motorizzato)  destinato all' Albania, dove prese  parte, nel
         periodo finale,  a scontri contro elementi jugoslavi e,  poi, greci.
             Con il  passare  dei  mesi  si  faceva  intanto difficile  la  situazione dei  militi fo-
          restali  dislocati sulla frontiera  orientale e,  soprattutto, nelle  zone annesse  della
          Slovenia e della Dalmazia; qui per due mesi  nell'estate del  1942 operarono due
         centurie di  allievi  sottufficiali  distaccati  dalla  scuola.  Ma furono,  queste,  le  ul-
         time  operazioni militari della Forestale.  Dopo l'armistizio ed un periodo di  in-
         certezza i forestali dislocati a Sud vennero assorbiti nel ricostituito Corpo Reale
         delle  Foreste, mentre per quelli del Nord - divenuti Guardia Nazionale Repub-
         blicana  della  Montagna  e  delle  Foreste  - sempre  previa epurazione,  bisognerà
         attendere fino  al  1945.

             Ultima,  in ordine di costituzione, la Milizia  della Strada, organizzata,  in
          concomitanza  con  l'Azienda  Autonoma  Strade  Statali,  con  la  legge  del  26
          novembre  1928.
             Oltre a  controllare il  traffico originato dalla  crescente - ma sempre in  sen-
          so  molto  relativo  - motorizzazione,  questa  Milizia  aveva  anche  il  compito  di
          portare ordine sulle  strade  statali  (le  sole che,  con  i suoi  organici all'osso,  po-
          teva controllare) che altre due categorie di  utenti, carrettieri e ciclisti,  rendeva-
          no  assai  pericolose.  Sin  dall'inizio  gli  organici  erano  quanto  mai  ridotti.  Nel
          1931,  al  di  là  dei  numeri  ufficiali,  c'erano  sulle  strade  solo  31  ufficiali  e  363
          sottufficiali  e  militi,  ciascuno dei quali,  in  media,  doveva  percorrere  3000 chi-
          lometri al  mese con  15  pernottamenti esterni.  Nel  1933  i militi  erano aumen-
          tati di 200 unità, ma erano sempre insufficienti e se ne chiedeva il potenziamento,
          insieme  a  quello  degli  ufficiali,  visto  che  i comandanti  dei  "reparti",  in  cui  la
          Milizia della Strada era divisa,  non avevano  potuto mai  usufruire di  licenze per
          impossibilità  di  sostituzione (36)  . Comunque  al  31  dicembre  1936 gli  ufficiali
          erano ancora soltanto 39  (di  cui quattro distaccati in A.O.I.)  ed i sottufficiali e
          militi 760 - oltre a 66  distaccati in Africa - con 68  auto, 587 motociclette e 20
          autocarri (37).  L'anno  successivo  la  Milizia  della  Strada estendeva la  sua attività
          alla  Spagna  e,  nel  1939, all'Albania.  Partecipava  poi,  come  corpo tecnico,  an-
          che alle grandi manovre, incaricata dell'organizzazione stradale e della discipli-
          na del  movimento.  Così nell'agosto del  1939, alle grandi  manovre dell'Armata
          del Po, che raccoglieva le  unità motorizzate e celeri del R.  Esercito, era presente



             (36)  A.C.S.,  P.C.M.,  1931-34,  1-1-12-971.
             (37)  Bollettino  della  Milizia  Nazionale  della  Strada,  Dispensa  3  del  1937.  Due  volte
          l'anno  il  Bollettino  forniva  l'elenco  completo  degli  auto  e  moto-mezzi  in  uso,  con  relativi
          modello,  targa e dislocazione.
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