Page 204 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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con 11 ufficiali, 23 sottufficiali e 15 O mil iti che, a seconda delle circostanze,
erano "l'occhio di testa delle colonne, la punta perforante degli intoppi, il lu-
brificante delle aderenze di attrito, il semaforo nel gioco delle preferenze, lo
scambio negli incroci, l'indicatore delle deviazioni" (38).
A fine anno gli organici superavano finalmente la quota 1000 (per l'esattezza
1085) ma soltanto perché era stato inglobato il reparto di Pubblica Sicurezza
dell'Urbe, addetto alla scorta del duce. Con lo scoppio della guerra la Milizia della
Strada fornì l'ossatura dei battaglioni di movimento stradale di alcune Armate, mo-
bilitando alcune centurie nei Balcani e poi in Russia, pur continuando nei suoi com-
piti istituzionali in Italia e nelle zone annesse. Per far fronte a tutte queste necessità
una Legge del 3 luglio 1942 ne portava la forza a 53 ufficiali, 304 sottufficiali e
1331 militi scelti e militi che l'ultima riorganizzazione, nell'ottobre dello stesso an-
no, ripartiva in Italia in cinque "gruppi di reparti" (per un totale di 18 reparti), due
reparti a Cagliari e a Zara ed il reparto autonomo di P. S. (39) Ovviamente in tutti
questi anni non era stato trascurato il servizio ordinario, che aveva dato buoni frut-
ti, sia per quanto riguardava la disciplina del traffico che per gli introiti ricavati dal-
lo stato attraverso le contravvenzioni (stimati nel 1931 in L. 10.000 per uomo),
anche se, almeno inizialmente, il servizio doveva essere più assistenziale che repres-
sivo, come mi disse, in un'intervista, il console generale Romagna, comandante in
seconda della Milizia della Strada (40).
Gi arruolamenti erano volontari, e, stranamente, non c'era alcuna scuola
per militi. I primi - mi disse sempre Romagna - erano stati messi direttamente
all'opera senza neppure conoscere la legislazione stradale. Inizialmente i militi
erano "fedeli gregari della vigilia" (41) ma sulla strada si invecchia in fretta e ma-
lattie, incidenti (38 morti in 14 anni) e il trascorrere degli anni portarono poi
sulle strade, dopo due mesi di istruzione pratica, elementi più giovani. I sottuf-
ficiali provenivano inizialmente dalla Milizia ordinaria e, se ottenevano una li-
cenza di scuola superiore, avevano diritto ad un terzo dei posti da capo-manipolo.
Gli ufficiali erano inizialmente, almeno in parte, ingegneri, successivamente
vennero affiancati anche da laureati in legge.
((38) Bollettino della Milizia Nazionale della Strada, Dispensa 9 del 1932.
(39) Circolare del 2-10-1942 in Bollettino della Milizia Nazionale della Strada, Dispensa
lO del 1942. Per la Milizia Albanese della Strada, con personale in prevalenza italiano, v. P.
Crociani "Gli Albanesi ... " sopra citato, pagg. 178-179.
(40) Intervista del 5-2-1995. L'ingegner Romagna ha anche scritto un libro di memorie,
edito privatamente, che, purtroppo, fornisce pitl dati sulla sua vita sentimentale che sulla
Milizia della Strada.
(41) A.C.S., P.C.M., 1931-33, 1-1-12-971.

