Page 209 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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I MILITARI NEL NUOVO QUADRO INTERNAZIONALE
DEL FASCISMO
ANTONELLO BIAGINI
Il rapporto tra politica estera e politica militare e dunque tra "interessi na-
zionali" e mezzi per realizzarli si è sviluppato nella storia dello Stato nazionale
italiano in maniera complessa per l'eterogeneità dei fini di una politica estera che
deve tener conto - anche per la posizione geografica dell'Italia - della realtà eu-
ropea, di quella adriatica e delle spinte coloniali sviluppatesi tra la fine del XIX
secolo e la primai~arte del XX. È stata proprio l'eterogeneità dei fini a deter-
minare e consolidare nella mentalità comune la visione di una politica estera non
sempre coerente mentre tali fenomeni appartengono piuttosto alla scarsa coe-
sione della società italiana - il patrimonio autentico delle idee liberali non è mai
attecchito del tutto - poco disponibile ad identificarsi e a riconoscersi negli "in-
teressi nazionali" progressivamente proposti. Tutto ciò spiega, almeno in parte,
le limitate risorse (o il pessimo uso delle stesse) da sempre destinate allo "stru-
mento" militare indispensabile per la realizzazione, in pace come in guerra, di
una qualsiasi politica estera (1).
La scelta di aderire, nel 1882, alla preesistente alleanza tra Austria-Unghe-
ria e Germania corona un periodo molto intenso di presenza internazionale quan-
do a partire dal Congresso di Berlino del 1878 - convocato per definire nuovi
assetti politici e territoriali - diplomatici e militari italiani vengono direttamente
coinvolti nelle complesse operazioni per la delimitazione dei confini dei nuovi
Stati sorti dopo la guerra russo-turca, oppure come esperti per la riorganizza-
zione delle gendarmerie ed ancora come consiglieri militari. Una attività che
ho documentato in numerosi saggi e monografie grazie alla disponibilità e al-
la lungimiranza dei capi dell'Ufficio Storico dell'Esercito che a partire dal 1971
(1) Mi sono occupato spesso di questi temi e, come caso paradigmatico, si può uti-
lizzare il racconto di Pollio, capo del Corpo di Stato Maggiore, che riferisce di aver ap-
preso casualmente dell'esistenza di clausole segrete di carattere militare annesse al Trattato
della Triplice Alleanza durante un ricevimento a Vienna. Ho documentato questa vi-
cenda in Momenti di storia balcanica (1878-1914). Aspetti militari., Ufficio storico
dell 'Esercito, Roma 1981.

