Page 214 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
P. 214

196                                                       ANTONELLO  BIAGINI


            ritenuta - a torto o a ragione - di  tipo rivoluzionario/bolscevico soprattutto do-
            po che  Mussolini attenua gli  aspetti "repubblicani" del suo movimento politico.
            Diverso l'atteggiamento dei giovani ex combattenti e una delle menti più  lucide
            e serene del nostro establishement militare, il maresciallo d'Italia Enrico Caviglia,
            avverte  nelle vicende legate alla  questione di  Fiume,  il  pericolo di  una politiCiz-
            zazione  dell'Esercito che obbedisce ad un  uomo e non alle leggi  dello Stato e di
            una "deriva" anti-statale proprio di  quei giovani che esorta invece a farsi  elegge-
            re nel Parlamento per condurre una lotta legale all'interno delle istituzioni (5).  Si
            può dunque concludere che è l'appoggio incondizionato della monarchia, prima
            e dopo il  delitto Matteotti, al  fascismo  che condiziona e determina la  posizione
            dei militari verso il  regime (6).
               Nel gennaio  1923  viene promulgato l'ordinamento Diaz che nel ripudio del-
            le  politiche militari precedenti dovrebbe segnare un punto di svolta nell'organiz-
            zazione  militare.  Ferma  di  diciotto  mesi,  forza  bilanciata  di  250.000  uomini  e
            divisione quaternaria costituiscono gli elementi essenziali di un programma di dif-
            ficile  realizzazione,  tanto che  si  debbono  escogitare  alcuni  espedienti  come  i ri-
            tardi nella chiamata alle armi, congedi anticipati e reggimenti a ranghi ridotti per
            far  quadrare  il  bilancio.  I guasti  prodotti  da  un  tale  ordinamento  emergono  in
            tempi  brevi  perché  disegnano  un  grande esercito  "intelaiatura" e  di  massa  piut-
            tosto che un esercito "scudo e lancia" - secondo una definizione dell'epoca - ric-
            co  di  mezzi,  ad  alta  professionalità  e  conseguentemente  poco  numeroso.  Un
            successivo  progetto del  nuovo ministro  della  Guerra, Antonino  Di  Giorgio,  che
            cerca  di  contemperare le  diverse  esigenze  viene  respinto  nel  1924  per la  ferma
            opposizione  dei  senatori  militari  (Cadorna,  Caviglia,  Giardino,  Pecori  Giraldi,
            Tassoni e Zuppelli).  Nel  1925 viene  stilato l'ordinamento Mussolini che - con
            lievi modifiche apportate dall'ordinamento del  1934 - resta sostanzialmente in
            vigore  fino  all'ordinamento Pariani del  1938.



                (5)  Cfr.  Enrico  Caviglia,  Il  conflitto di  Fiume,  Garzanti,  Cernusco sul  Naviglio  1948  e
            ID., Diario  (aprile  1925-marzo  1945), Casini  Editore,  Roma  1952. Sul  fatto che gli  ufficiali,
            superiori o inferiori,  non  fossero  pregiudizialmente fascisti  ma  che  potevano condividere  al-
            cune delle  proposte del  movimento concordano storici come  Renzo  De  Felice e Giorgio  Ro-
            chat. Su tale questione rinvio all'ampio ed esaustivo studio di Lucio Ceva, Fascismo e militari
            di  fJrofessione,  in AA.W., Ufficiali e società.  Interpretazione e modelli,  (a cura di  G.  Caforio
            e P.  Del  Negro), Atti  del  convegno di  Lucca su  "La professione militare:sociologia e storia",
            Franco Angeli, Milano 1988.
                (6)  Oltre alle  posizioni di  Caviglia si  possono ricordare quelle del gen.  Giardino che pro-
            nunciò,  in  Senato,  un discorso contro la  Milizia.  Una  ricerca  minuziosa  (documenti  e riviste)
            in questo senso non mi  pare sia stata ancora compiuta ma darebbe risultati interessanti. Lo stu-
            dio  piì\  completo  rimane  quello  di  Giorgio  Rochat,  L'Esercito  italiano da  Vittorio  Veneto  a
            Mussolini,  Laterza, Bari  1967 e ID., Itala Balbo,  UTET, Torino 1986.
   209   210   211   212   213   214   215   216   217   218   219