Page 195 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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LE MILIZIE SPECIALI TRA CONTROLLO E MODERNIZZAZIONE 177
forse anche pretesti di carattere amministrativo (7) l'Ispettorato fu sciolto alla fine
del 1928. Le singole milizie divennero allora pienamente autonome, sotto la gui-
da dei rispettivi comandanti, che in qualche caso tendevano a farne una sorta di
feudo, agevolati anche dalla lunga permanenza alla loro testa. I vertici delle Mili-
zie Speciali erano infatti di nomina politica, non si trattava di tecnici o di specia-
listi del ramo, come sarebbe stato in seguito per gran parte degli ufficiali, spesso,
come nel caso della Forestale e della Milizia della Strada, provvisti di laurea. Era-
no invece esponenti di spicco, almeno a livello locale, delle prime squadre di azio-
ne o della Milizia degli esordi, che non era stato possibile utilizzare in quest'ultima
o che si erano rivelati inadatti per qualche motivo, ma che godevano di agganci
con esponenti di primo piano del partito (8).
Esamineremo ora, in estrema sintesi, senza alcuna pretesa di tratteggiarne la
storia, le cinque Milizie Speciali, accennando appena alle loro leggi istitutive ed
alle loro caratteristiche di reclutamento e di impiego.
La prima ad esser stata creata fu la Milizia Ferroviaria (poi Milizia Nazionale
Ferroviaria) costituita il 12 maggio 1923, pochi mesi dopo la presa del potere da
parte del fascismo. Le ferrovie rappresentavano allora il più importante mezzo di
trasporto terrestre ed il loro controllo era ovviamente considerato di importanza
vitale. Il blocco dei treni a poche decine di chilometri dalla capitale aveva rappre-
sentato, nell'ottobre 1922, un temibile antidoto alla marcia su Roma ed era ben
noto come, all'interno dell'amministrazione ferroviaria, il peso degli iscritti e dei
simpatizzanti dei partiti di sinistra fosse rilevantissimo, come si era potuto consta-
tare soprattutto nel "biennio rosso". Il fascismo non poteva permettersi il prolun-
garsi di questa situazione e insieme alle misure di epurazione - che si sarebbero
accentuate nei mesi successivi - pose mano ad un'organizzazione di controllo, se
non interna almeno parallela all'amministrazione ferroviaria, servendosi degli stes-
si ferrovieri di fede fascista. Con costoro, già prima della costituzione della Mili-
zia Ferroviaria, agli inizi del 1923, si era dato vita ad una Polizia Ferroviaria
Fascista a Bologna, snodo ferroviario di importanza vitale, sciolta nel maggio quan-
do cominciò ad organizzarsi l'omonima milizia, in cui potevano affluire ferrovie-
ri, iscritti o no al fascio, anche se, in quest'ultimo caso, occorreva un certificato di
buona condotta rilasciato dai Carabinieri. I militi della Ferroviaria svolgevano
mansioni di controllo nelle stazioni ed a bordo dei treni sia nei confronti dei pas-
seggeri che del personale, esplicavano servizi di scorta e di guardianaggio e, sem-
pre nell'ambito ferroviario, avevano anche funzioni di polizia giudiziaria. Tratti,
com'erano, dalle file elei ferrovieri, costituivano anche una massa eli manovra che,
(7) A.C.S., S.P.D., C.R., B. 13.
(8) Ad esempio vedi, per i consoli Chierici e Candclori, A.C.S., S.P.D., C.R., B. 12.

