Page 419 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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GLI ALTI COMANDI E LA GUERRA
MASSIMO MULTARI
1. Introduzione
Il principale ammaestramento tratto dalle guerre combattute nel XX secolo
è stato il loro carattere globale e totale che ha investito tutte le energie mate-
riali e spirituali delle nazioni belligeranti. La soluzione dei conflitti del 1914-
1918 e del 1939-1945 venne non solo dall'esito finale delle battaglie, perché
alla strategia, alla tattica, alla logistica si dovette associare una strategia politi-
ca, una logistica economica ed una tattica morale. Guerra militare, guerra po-
litica, guerra economica, guerra finanziaria, guerra morale concorsero in intima
comunione ed in continuo contatto al raggiungimento del risultato finale. La
concezione unitaria della preparazione e della condotta della guerra non era, in
verità, del tutto nuova. Militari e politici autorevoli ne avevano in ogni tempo
affermato e indicato la necessità, ma la pratica attuazione non era mai stata in-
tegralmente realizzata per insufficiente preparazione dei capi politici nel cam-
po militare e dei militari in quello politico-sociale. A quest'impreparazione era
da imputarsi la difettosa comprensione della teoria del Clausewitz sui rappor-
ti tra guerra e politica. Clausewitz, che aveva lungamente meditato sui proble-
mi della guerra, sulle relazioni di questa con la politica e sul gioco delle forze
morali e intellettuali, invece di ridurre la guerra alle sole forme operative, co-
me avevano fatto altri pensatori, affermò: "La guerra non è che la continua-
zione della politica con altri metodi. Pertanto i suoi fini ed i suoi mezzi variano
secondo le condizioni politiche e sociali ( ... ). Non si potrebbe preparare nessun
piano di guerra e di campagna senza basarlo sulla reale situazione politica ed
economica. Non è serio costruire un piano di guerra basandosi esclusivamente
sui criteri militari. È solo partendo dalla situazione politica generale che si ar-
riva a formulare un progetto degno d'esser eseguito. ( ... ) È una concezione sba-
gliata quella che afferma che la direzione dello Stato deve limitarsi a fissare gli
scopi, lasciando mano libera ai militari per la condotta della guerra. In realtà la
condotta della guerra si confonde con la condotta politica ( ... ) È unicamente
quando la politica esige dalla guerra dei risultati fantastici e irrealizzabili, ch'es-
sa esercita nelle sue decisioni un'influenza nefasta. Pertanto una certa conoscenza
della guerra è indispensabile per una buona direzione degli affari politici".

