Page 438 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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            della  Cirenaica nel  1931 e delle operazioni che portarono alla conquista dell'Etio-
            pia .- produsse un vuoto concettuale ed organizzativo che nocque alla preparazione
            militare alla guerra.
               Il  Comando Supremo cominciò a funzionare effettivamente solo dopo Ull  anno
            dall'entrata in guerra dell'Italia e in pratica dopo il rientro di Cavallero dall'Albania.
            Nonostante il  ritardo con cui fu  costituito, la scarsa abitudine degli stati maggiori al-
            la subordinazione al  capo di  Stato Maggiore  Generale,  l'inesperienza del  personale
            nel  lavoro interforze, la  diversità di  mentalità,  di  metodo e di  lavoro degli  ufficiali
            delle tre Forze Armate e la tendenza all'accentramento di Cavallero, il  Comando Su-
            premo svolse in  maniera adeguata i suoi compiti per il  resto della guerra.  Grazie al-
            le  nuove attribuzioni,  tra il  1942 ed il  1943, il  Comando Supremo poté esercitare
            con più incisività le  proprie funzioni  ed assicurare una parvenza d'indirizzo unitario
            allo  sforzo bellico,  interagendo con ogni branca dell'organizzazione militare ed an-
            che con gli  organismi civili  preposti alle attività economiche e produttive. Cessaro-
            no  anche le  intromissioni  di  Mussolini  nell'attività di  comando, che evitò  dopo  la
            campagna di  Grecia di  intervenire direttamente nelle questioni operative.

               Dopo gli insuccessi della pri11la  fase  del  conflitto, quella della cosiddetta "guer-
            ra parallela" voluta dal duce per emulare Hitler nelle sue facili  conquiste nello scac-
            chiere europeo del  1939-1941, la costituzione di un Comando Supremo finalmente
            all'altezza della situazione, capace di  dirigere operazioni militari congiunte e di for-
            nire un indirizzo chiaro alla produzione bellica,  giunse però tardiva.  All'epoca,  in-
            fatti,  l'Italia aveva  ormai perso su  tutti i fronti  ogni capacità autonoma d'iniziativa
            a favore  della  Germania, che, forte  della sua potente ed organizzata macchina bel-
            lica,  aveva preso in  mano le  redini  delle  operazioni militari  anche nello scacchiere
            mediterraneo.  Dopo la  controffensiva greca in Albania e la  prima conquista inglese
            della  Cirenaica, le  Forze Armate italiane erano state costrette a chiedere l'aiuto te-
            desco  ed a partire  dal  1941  dipesero  dall'alleato  dell'Asse  non solo  per il  riforni-
            mento  di  materie  prime,  ma  anche  per la  condotta delle  operazioni  sia  sul  fronte
            africano contro gli  inglesi  e americani, sia  in  Europa contro  i russi  ed i partigiani
            slavi ed ellenici.  In  queste condizioni, le possibilità decisionali e lo spazio di  mano-
            vra concesso  al  capo del  Governo ed  al  Comando Supremo  Italiano furono  senza
            dubbio ridotti e determinarono la subalternità dell'Italia ai  piani strategici tedeschi.
            I vertici  politico-militari italiani,  fallendo  nel  tentativo di  convincere  Hitler ad  in  ..
            viare  maggiori  forze  nel  bacillO  del  Mediterraneo per combattere gli  inglesi,  vota-
            rono  la  Nazione  alla  sconfitta.  Lo  strapotere  tedesco  costrinse  così  gli  italiani  ad
            assecondare le principali direttive strategiche impartite da Hitler, contrarie alla stra-
            tegia ed agli interessi nazionali, come nel caso della trasformazione del csm. in AR-
            MIR,  clella  decisione  cii  sospendere l'operazione  C3  contro Malta dopo  i successi
            cii  Rommel in Africa settentrionale nell'estate 1942 e clell'opposizione germanica al
            ritiro di forze italiane clal sud della Francia e dai  Balcani nella primavera del 1943.
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