Page 436 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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di Stato Maggiore Generale. Il 6 dicembre 1940, il generale Ugo Cavallero sosti-
tuì Badoglio nella carica di capo di Stato Maggiore Generale dopo l'esito disa-
stroso dell'offensiva contro la Grecia, ma fu immediatamente inviato in Albania
dove il 30 dicembre sostituì Soddu nel Comando Superiore rimanendo però capo
di Stato Maggiore Generale. A livello strategico furono commessi nel 1940-1941
errori madornali come quello di disperdere il già risicato ed insufficiente poten-
ziale bellico italiano su più scacchieri operativi divergenti o quello di ordinare la
parziale smobilitazione delle Forze Armate dopo la battaglia delle Alpi occidenta-
li e la resa della Francia, sebbene continuasse lo stato di guerra contro l'Inghilter-
ra o quello di ordinare nel giugno 1940 la stretta difensiva strategica su tutti i
fronti. Nel 1941 le Forze Armate italiane si trovarono così impegnate su quattro
diversi fronti, balcanico, russo, dell'Mrica orientale e dell'Mrica settentrionale, di-
stanti spesso migliaia di chilometri dalle basi logistiche della madrepatria. Le scel-
te strategiche del capo del Governo di affrontare contemporaneamente, sebbene
insieme ai tedeschi, le Forze Armate inglesi, russe, greche e iugoslave, si rivelaro-
no esiziali per la tenuta e l'efficienza operativa dello strumento bellico nazionale,
senza peraltro trovare una netta e categorica opposizione da parte dei vertici mi-
litari per decisioni che cozzavano con principi universali dell'arte della guerra qua-
li quello dell'unitarietà degli sforzi e dell'economia delle forze.
Fu solo nel 1941 che, dopo le prime amare esperienze di guerra, essendo sta-
to riconosciuto che la legge che istituiva la carica di capo di Stato Maggiore Ge-
nerale non rispondeva al più proficuo rendimento della carica stessa e che era
necessario aggiornare le disposizioni vigenti, fu emanata altra legge (n. 661, in
data 27 giugno 1941), modificata in seguito da quella n. 1907, in data 5 dicem-
bre 1941. Con tali leggi, volute dal generale Cavallero, la figura del capo di Sta-
to Maggiore Generale assunse una fisionomia più chiara, con più precisi compiti
e responsabilità. "II Capo di Stato Maggiore Generale è preposto all'alta dire-
zione ed al coordinamento dell'organizzazione e della preparazione militare del-
lo Stato nel territorio nazionale e nelle terre di oltremare. Egli esercita la vigilanza
ed il controllo su tutte le attività spiegate dalle singole Forze Armate nella pre-
parazione della guerra, assicurandone il coordinamento. Di tale organizzazione e
di tale preparazione il Capo di Stato Maggiore Generale è responsabile verso il
Capo del Governo, dal quale direttamente dipende. Il Capo di Stato Maggiore
Generale è consulente del Capo del Governo per quanto concerne la ripartizio-
ne fra le diverse Forze Armate delle somme da stanziare in bilancio per le esi-
genze della difesa (concetto espresso per la prima volta). Dal Capo di Stato Maggiore
Generale dipendono direttamente i Capi di Stato Maggiore delle singole Forze
Armate. Il Capo di Stato Maggiore Generale, uditi i Capi di Stato Maggiore del-
le Forze Armate interessate, propone al Capo del Governo le linee generali del
piano complessivo di guerra con la specificazione dei compiti spettanti a ciascuna
Forza Armata; dopo l'approvazione, comunica ai Capi di Stato Maggiore delle

