Page 437 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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GLI  ALTI  COMANDI  E LA  GUERRA                                       419


         singole  Forze  Armate  le  conseguenti  direttive  perché concretino su  di  esse  la  ri-
         spettiva preparazione per l'esecuzione.  Il  Capo di Stato Maggiore Generale è con-
         sulente del Capo del Governo per quanto concerne l'impiego degli Ufficiali Generali
         o Ammiragli al  comando di Grandi Unità od incarichi corrispondenti, a partire dal
         comando di  Corpo d'Armata o di Squadra Aerea o  Navale.  Il  Capo di Stato Mag-
         giore  Generale sarà  tenuto  informato dal  Ministro degli  Affari  Esteri  della situa-
         zione  politica,  per quanto  potrà  interessare  l'esercizio delle sue attribuzioni.  Egli
         sarà pure  tenuto al  corrente dai  Servizi  Informazioni  delle  singole  Forze  Armate
         circa gli elementi della situazione militare estera ed ha facoltà di intervenire, quan-
         do ne ravvisi  la  necessità e -- in  ogni  caso - quando si  tratta di  coordinare le  at-
         tività  dei  diversi  Servizi  Inforlllazioni. AI  Capo di  Stato Maggiore Generale farà
         capo il  Segretario della Commissione Suprema di  Difesa  per quanto concerne le
         attività  che  interessano  gli  Stati  Maggiori  delle  singole  Forze  Armate.  Analo-
         gamente, il  Capo di  Stato Maggiore Generale sarà informato dal Sottosegreta-
         rio di  Stato per le  Fabbricazioni di  Guerra su  tutte le  questioni che interessano
         la  preparazione e  l'efficienza  bellica  delle  Forze Armate".
             Durante il  conflitto, quindi, il  capo di Stato Maggiore Generale doveva eser-
         citare,  in  base  agli  ordini e  l'ordine  del  capo del  Governo, comandante Supre-
         mo  delle  Forze  Armate  operanti,  la  condotta  strategica  della  guerra  ed  il
         coordinamento  delle  operazioni  belliche.  L'azione  di  comando  delle  varie  For··
         ze  Armate  dislocate  in  Patria  era devoluta  ai  rispettivi  capi  di  Stato Maggiore,
         mentre quella delle truppe oltremare era esercitata dai  rispettivi comandanti Su-
         periori  (Comando Superiore  Forze Armate Africa  Orientale  Italiana,  Comando
         Superiore Forze Armate Africa Settentrionale, Comando Superiore Forze Armate
         Grecia,  Comando  Superiore  Forze  Armate  Alhania,  ecc.),  i  quali  dipendevano
         direttamente dal  Comando Supremo.



         9.  Conclusioni

             Il  maresciallo Badoglio, nella sua veste cii  capo cii  Stato Maggiore Generale, si
         astenne costantemente  nel corso degli  anni  Trenta da  ogni  tentativo di  eliminare
         o  ridurre la  divaricazione tra  la  politica estera aggressiva e  la  politica militare di-
         sarmonica  di  Mussolini.  Mantenne lo  stesso  atteggiamento  passivo  anche  nei  ri-
         guardi dei capi di Stato Maggiore cii  Forza Armata, lasciancloli operare separatamente,
         ognuno per la  sua  strada,  lungo clirezioni divergenti;  non indirizzò il  piano di  di-
         fesa  nazionale  e  110n  armonizzò  l'impiego  delle  singole  Forze Armate in  un  qua-
         dro  strategico  unitario  che  fosse  la  sintesi  clelia  capacità  operativa  dell'intero
         strumento.  ~assenza d'operatività del  capo cii  Stato  Maggiore  Generale - favori-
         ta anche dalle lunghe pCI'l11anenze  fuori  clelIa  sede naturale di  lavoro per il  disim-
         pegno  d'altri  incarichi  non  meno  importanti  come  nella  guida  della  riconquista
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