Page 433 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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GLI  ALTI  COMANDI  E LA  (:lJEIU\A                                    415


        dal  capo di  Stato Maggiore,  comandante del  Corpo di  Stato Maggiore,  coadiu-
        vato  da  un  sottocapo  di  Stato  Maggiore  Intendente  del  Regio  Esercito  e  da  tre
        generali  capi  Reparto.  Il  sottocapo  Intendente  era  responsabile  dell'organizza-
        zione in  tempo di pace e destinato ad essere l'intendente generale in caso di guer-
        ra.  Non si  comprende il  motivo per cui  tale carica fu  soppressa dopo solo pochi
        anni, sicché fu  necessario ripristinarla durante il  corso della seconda guerra mon-
        diale;  un  sottocapo  di  Stato  Maggiore  della  Di fesa  del  Territorio,  dal  quale  di-
        pendeva un generale addetto. A lui era devoluta la responsabilità dell'organizzazione
        militare del territorio nazionale (protezione antiaerea, difesa costiera, difesa con-
        traerei), escluse le  frontiere, per la  difesa in caso di  guerra.  Dipendevano dal sot-
        tocapo di  Stato Maggiore per la  Difesa  del Territorio:  l'Ispettorato della Milizia
        DICAT (Difesa  Contraerea Territoriale), la  Milizia DACOS  (Difesa Costiera)  e il
        Comitato Centrale PAA  (Protezione antiaerea).
           Con  il  Regio  Decreto  Legge  n.  1883,  in  data  21  ottobre  1937,  all'ordina-
        mento  del  Comando  del  Corpo  di  Stato  Maggiore,  si  aggiunse  un  sottocapo di
        Stato Maggiore per le  Operazioni con due generali capi  Reparto. Alla vigilia del-
        la  seconda guerra mondiale, il  Comando del  Corpo di Stato Maggiore variò nuo-
        vamente struttura ordinativa,  che si  basò su:
           capo di  Stato Maggiore dell'Esercito, comandante del  Corpo di Stato Maggiore,
           coadiuvato da un  Generale addetto;
            un  sottocapo di  Stato Maggiore,  comandante  in  Seconda del  Corpo di  Stato
            Maggiore;
            due generali capi  Reparto;
            un  sottocapo  di  Stato  Maggiore  per  la  Difesa  del  Territorio,  dal  quale
            dipendeva  un  generale  addetto.



        8.  La seconda guerra mondiale

            In sintesi, in Italia  non esisteva  prima della seconda guerra mondiale uno Sta-
        to Maggiore Generale. Se  ne era nominato il  Capo, peraltro con funzioni più ono-
        rifiche  e  simboliche,  definite soltanto  per il  tempo di  pace.  Neppure i nove  mesi
        di  non belligeranza valsero a sanare la  mancanza.  L'Italia quindi entrò in guerra e
        combatté nei  primi mesi  sul  fronte francese, su  quello greco-albanese ed africano
        senza  avere  un organo di  comando collegiale  interforze.  Questa  mancanza aveva
        inficiato  anche  la  fase  cii  preparazione della guerra,  per questo l'Italia arrivava al
        10  giugno  1940  senza  disporre  di  piani  strategici  offensivi  di  guerra  (esisteva
        solo  il  piano  difensivo  J~R.  12),  se  non  quelli  più  limitati  compilati dagli  stati
        maggiori  di  Forza Arlllata e  dai  comandi  d'Oltremare.  In  base  alle  proprie  pre-
        rogative,  il  capo di  Stato Maggiore Generale non aveva facoltà  di  corrispondere
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