Page 435 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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GLI ALTI COMANDI E LA GUERRA 417
tenere al corrente il capo del Go~rno sulla situazione militare delle varie For-
ze Armate e sulle loro possibilità operative;
dare direttive ed ordini per la condotta delle operazioni;
impartire ai capi di Stato Maggiore delle Forze Armate le direttive conseguenti
per lo svolgimento nel campo strategico delle dette operazioni;
seguire lo sviluppo delle operazioni, intervenendo, se necessario, per assicu-
rare il coordinato e tempestivo impiego delle Forze Armate.
Veniva anche preci~ato che lo Stato Maggiore Generale - organo del capo
di Stato Maggiore Generale - per adempiere i compiti di sua pertinenza non
aveva una propria completa organizzazione, bensì si doveva avvalere di quelle
in funzione presso gli Stati Maggiori delle Forze Armate e di altri Enti, come la
Commissione Suprema di Difesa, il Commissariato Generale per la Fabbrica-
zioni di Guerra, ecc. La circolare finiva: "L'organizzazione del Comando Su-
premo delle Forze Armate italiane, diversa da ogni altra, riposa su questi principi:
concetto unitario e totalitario del Comando delle Forze Armate; condotta stra-
tegica della guerra e coordinamento delle operazioni fra le varie Forze Armate
e fra i vari scacchieri delle operazioni, esercitato -- agli ordini e d'ordine del ca-
po del governo - dal capo di Stato Maggiore Generale; azione di comando sul-
le varie Forze Armate dislocate in Patria e Oltremare esercitata dai capi di Stato
Maggiore o dai comandanti Superiori delle Forze Armate". Ma tale circolare
non fu mai sanzionata con pro"vvedimento legislativo. La legge del 18 ottobre
1940, infatti, modificava la precedente nel senso che:
prevedeva la costituzione di uno Stato Maggiore Generale, con a capo un uf-
ficiale generale o ammiraglio c ufficiali scelti fra quelli delle tre Forze Armate,
designati per ciascuna del rispettivo Ministero;
istituiva la carica del sottocapo di Stato Maggiore Generale, quale coadiutore
del capo di Stato Maggiore Generale nell'esercizio delle sue funzioni.
Il primo anno di guerra, fino al giugno 1941, fu caratterizzato da una profon-
da confusione nell'alto comando italiano, frutto dell'incompetenza del duce nel-
la conduzione delle operazioni belliche. Si ebbe una vera e propria girandola di
nomine ai massimi vertici dell'Esercito con frequenti sovrapposizioni e concen-
trazioni di cariche fuori da ogni ordinato schema gerarchico, ricorrendo a prov-
vedimenti quanto meno singolari e bizzarri. Così alle intromissioni di Mussolini
sulla linea di comando delle grandi unità impiegate al fronte, c.on caotici e con-
traddittori interventi verbali, ordini scritti e telefonici rivolti un po' ovunque, si
aggiunse la nomina del maresciallo Rodolfo Graziani, che già rivestiva la carica di
capo di Stato Maggiore dell'Esercito, a comandante delle forze schierate in Libia.
Nel novembre 1940, il generale Soddu fu nominato comandante Superiore in Al-
bania, pur conservando le cariche di sottosegretario alla Guerra e di sottocapo

