Page 431 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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GLI ALTI COMANDI E LA GUERRA 413
generale e non dal capo di Stato Maggiore dell'Esercito. Con le riforme del
1920-1921, in pratica, si smantellò il nucleo del Comando Supremo, restauran-
do al vertice dell'Esercito un principio di collegialità analogo a quello anteriore
alle riforme del 1882.
Con l'ordinamento Diaz (Regio Decreto n. 12 in data 7 gennaio 1923 rela--
tivo all'Alto Comando ed al Consiglio dell'Esercito) il capo di Stato Maggiort
dell'Esercito fu chiamato capo di Stato Maggiore Centrale, con attribuzioni che,
in sostanza, lo riconfermavano nella sua figma di organo tecnico del ministero
della Guerra. Le attribuzioni che egli aveva ante guerra, erano passate all'ispet-
tore generale dell'Esercito, all'epoca il Generale Diaz che ricopriva anche la ca-
rica di ministro della Guerra. Secondo le disposizioni del Decreto n. 20, il capo
di Stato Maggiore Centrale: provvedeva, in base alle direttive ricevute dall'ispet-
tore Generale dell'Esercito, all'esecuzione dei relativi studi e a concretare le con--
seguenti disposizioni (articolo 5); in tempo di guerra passava alla completa
dipendenza del Comando Supremo dell'Esercito mobilitato, lasciandt) al mini-
stero della Guerra gli organismi necessari a provvedere alla continuità d'indiriz-
zo delle mansioni dello Stato Maggiore Centrale (articolo 18). Per la rimanente
parte delle sue attribuzioni, il capo di Stato Maggiore Centrale aveva la funzio-
ne di organo tecnico del ministero della Guerra, ed a lui sottoponeva diretta--
mente le proposte e le disposizioni esecutive di sua competenza. Le principali
attribuzioni dell 'ispettore generale dell 'Esercito riguardavano:
gli studi riflettenti la sistemazione difensiva del territorio e le eventuali ope-
razioni di guerra;
la compilazione dei documenti riguardanti le formazioni di guerra, alla mo-
bilitazione e radunata dell'Esercito, all'impianto e funzionamento dei servizi
d'Intendenza;
lo studio delle questioni concernenti l'addestramento dell'Esercito;
la compilazione dei progetti delle grandi esercitazioni e delle direttive per le
esercitazioni normali;
lo studio della regolamentazione disciplinare e tattica;
la ripartizione delle somme inscritte al bilancio per la difesa nazionale;
gli studi e le disposizioni relative al reclutamento e all'ordinamento deU'Eser--
cito, alla circoscriziOile territoriale militare e alla dislocazione delle varie
unità; le questioni riguardanti il personale e l'assistenza morale. -
Con l'istituzione nel 1925 delle cariche di capo di Stato Maggiore Generale e di
sottocapo di Stato Maggiore Generale furono abolite quelle di ispettore generale
dell'Esercito e di capo di Stato Maggiore Centrale. In base alla legge n. 866, in da-
ta 17 giugno 1925, infatti, il capo di Stato Maggiore Generale diventava, in sostan-
za, il capo di Stato Maggiore dell'Esercito, ed il sottocapo di Stato Maggiore Generale

