Page 432 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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             coadiuvava  il  primo  nell'espletamento  delle  sue  funzioni,  lo  sostituiva  in  caso
             d'assenza  o  d'impedimento, e  lo  rappresentava  per quanto  riguardava l'Esercito.
             Le  attribuzioni  particolari  degli  uffici  dello  Stato  Maggiore  dell'Esercito  furono
             stabilite con il  Regio  Decreto n.1934, in  data 26 luglio  J 925, in  base al  quale lo
             Stato Maggiore era  posto  alla  dipendenza  elcI  capo  di  Stato Maggiore  Generale.
             Questi  se  ne valeva  per l'esecuzione degli  studi  e  l'emanazione delle disposizioni
             inerenti alle  attribuzioni di  cui alla  citata legge  n.  866.  Con le  riforme del  1923-
             1925, in.  pratica  si  ripristinò  lo  Stato  Maggiore  del  Regio  Esercito,  articolato  in
             tre Reparti, e si fece assumere al  capo di Stato Maggiore Generale una duplice di-
             pendenza dal  ministro della  Guerra e  dal  capo del  Governo.
                In  applicazione  della  legge  n.  396,  in  data  11  marzo  1926  (Ordinamento
             dell'Esercito),  lo  Stato  Maggiore  dell'Esercito  riassunse  la  denominazione  di
             Comando del  Corpo di  Stato Maggiore (circolare n.  660 del  Giornale  Militare
             in data 26  novembre  1926). Quando  nel  1927 furono  modificate le  attribuzIo-
             ni  del  capo di  Stato Maggiore Generale, che divenne  il  coordinatore dell'orga-
             nizzazione militare dello Stato, si  procedette anche al  riordinamento del Comando
             del  Corpo di  Stato Maggiore.  Il  relativo  Regio  Decreto Legge  n.  69,  in  data  6
             febbraio  1927, stabiliva:
                il  Comando del  Corpo di  Stato Maggiore è  retto  dal  capo eli  Stato Maggiore
                dell'Esercito, che è  coadiuvato dal  comandante in  Seconda di  eletto  Corpo;
                il  capo  di  Stato  Maggiore  dell'Esercito  in  tempo  di  pace  è  l'alto  consulente
                tecnico del  ministro della  Guerra e  dirige,  sotto  la  dipendenza del Ministero
                stesso, gli  studi e le  predisposizioni  per la  preparazione della guerra;
                il capo di  Stato Maggiore dell'Esercito ha  l'alta azione ispettiva sulle truppe, sui
                servizi e sulle scuole dell'Esercito,  per mandato del  ministro, al  quale riferisce.

                In  pratica,  nel  1927 il  capo di  Stato Maggiore  Generale  fu  posto alle dirette
             dipendenze  del  capo  del  Governo,  sottraendolo  da  quelle  del  ministro  della
             Guerra;  di  conseguenza  il  capo  di  Stato  Maggiore  Generale  cessava  ogni  com-
             petenza riguardante l'Esercito,  attribuita alla  ripristinata carica  di  capo di  Stato
             Maggiore dell'Esercito.
                Nel 1934 fu  emanato il  Regio Decreto Legge n.1273, in  data  Il ottobre (ag-
             giornamento delle  disposizioni  concernenti  l'ordinamento del  Regio  Esercito),  il
             quale stabiliva  (articolo 5)  che il  Comando del  Corpo di  Stato  Maggiore è  retto
             dal  capo di Stato Maggiore dell'Esercito, che  è coadiuvato dal sottocapo di  Stato
             Maggiore dell'Esercito e da due generali addetti" Nello stesso anno  il  sottosegre-
             tario di  Stato alla  Guerra  (come quello  della  Marina e  dell'Aeronautica)  assunse
             anche la  carica  di  capo di Stato Maggiore dell'Esercito.
                Con il  Regio  Decreto  Legge  n.  2373,  in  data 21  dicembre  1936, furono  ap-
             portate altre varianti.  Il  Comando del  Corpo di  Stato Maggiore fu  cosÌ  costituito
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