Page 94 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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lo sviluppo aviatorio. In effetti, tale rivista si mostrò subito attenta alle risoluzioni
che in materia aeronautica stavano prendendo le potenze alleate, ed in specie In-
ghilterra e Stati Uniti, e affrontò accanto a questioni propriamente tecniche altre
attinenti lo sviluppo dell'aviazione. In tal modo il problema di costituire delle scuo-
le di specializzazione per il personale aeronautico (5) si affiancava agli studi sullo svi-
luppo dell'aviazione commerciale(6), la necessità della fabbricazione in serie(7) si
accompagnava all'analisi dell'attività svolta dall'Istituto sperimentale aeronautico di
Roma (8). La conclusione della guerra, per la direzione della rivista, poneva poi al-
tre e maggiori problematiche per l'aeronautica. Se la smobilitazione dell'organizza-
zione militare pareva, infatti, necessaria, essa doveva escludersi proprio per l'aviazione:
"Il solo ente dell'esercito che in certo modo non dovrebbe smobilitare, nel senso
di non deporre la sua ordinaria attività, è la quinta arma: l'aviazione. In altri ter-
mini, mentre della fanteria, della cavalleria, dell'artiglieria e del genio - organi es-
senzialmente di guerra - fra poco non rimarranno che i piccoli nuclei del tempo
di pace, sciogliendosi il resto, per l'aviazione questo resto, che è poi la maggior
parte, non dovrebbe andar disperso, ma, proseguendo come tale, dar luogo ad un
analogo organismo di natura civile. Questo è quanto durante la guerra molti han-
no affermato che a pace fatta potesse senz'altro effettuarsi, ma ora che si avvici-
na il momento d'attuare il programma, se ne cominciano a vedere le difficoltà
[ ... ] Affrettare l'avvenire dell'aviazione civile: ecco il problema che ora s'impone
a chi prenderà in mano le sorti dell'aeronautica "(9).
Il contributo della stampa, nel 1918 come negli anni successivi, nel porre sul
tappeto la necessità di uno sviluppo commerciale dell'aviazione italiana fu senz'al-
tro considerevole; certo è che le decisioni ultime a tal riguardo non potevano che
spettare ai circoli governativi e a quelli militari. Sin dall'aprile del 1918, cercando
di colmare un'evidente lacuna legislativa (lO), su iniziativa governativa era stata isti-
tuita (art. 7 del d.l. del 12 aprile 1918 n. 484) una Commissione interministeriale
(5) L'insegnamento superiore d'aeronautica, in "L'Aeronauta. Rivista mensile di cultura
tecnica", a. 1, n. 4, maggio 1918, p. 97-102.
(6) Nauta, L'aviazione come mezzo commerciale da trasporto, in "L'Aeronauta. Rivista
mensile di cultura tecnica", a. I, n. 5, giugno 1918, p. 148-50.
(7) La fabbricazione in serie, in "L'Aeronauta. Rivista mensile di cultura tecnica", a. I,
n. 9, ottobre 1918, p. 268-9.
(8) Il corso collaudatori all'Istituto sperimentale aeronautico, in "L'Aeronauta. Rivista
mensile di cultura tecnica", a. I, n. 10-11, novembre-dicembre 1918, p. 299-312.
(9) R. G.[iacomclli], Per l'avvenire della nostra aviazione, in "L'Aeronauta. Rivista
mensile di cultura tecnica", a. I, n. 10-11, novembre-dicembrc 1918, p. 289.
(lO) Al di là del Decreto legge del 3 settembre 1914 n. 1008, che sanciva il divieto di vola-
re a qualunque apparecchio o mezzo di locomozione aerea privato, non esisteva in Italia altro
provvedimento legislativo concernente la navigazione aerea.

