Page 97 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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IL  DIBATTITO  POLITICO PRECEDENTE LA  NASCITA  DELL'AERONAUTICA  ITALIANA   75


        sciolto il  Commissariato generale d'aeronautica dopo l'armistizio, era stato af-
        fidato  il  compito  di  gestire  la  delicata  fase  della  smobilitazione  e  del  passag-
        gio dell'aviazione al periodo postbellico, il governo, bloccato nella dura battaglia
        diplomatica  parigina e  intento a  rafforzare  la  propria posizione  di  fronte  alle
        opposizioni  interne(13),  tralasciò  di  presentare,  nonostante  le  migliori  inten-
        zioni (14),  il  disegno di  legge definitivo in  Parlamento.  Caduto il  ministero Or-
        lando  nel  giugno  del  1919,  il  ministro  dei  Trasporti  Marittimi  e  Ferroviari,
        onorevole de Vito,  presentò nel  dicembre del  1919, per la  sua conversione in
        legge,  il  decreto reale  27 novembre  1919  n.  2360  che stabiliva  le  norme  che
        regolavano la  navigazione aerea sul territorio dello Stato e delle colonie. Il  ca-
        rattere limitato e assolutamente provvisorio di  tale  provvedimento era indica-
        to  nella  stessa  relazione  che  accompagnava  il  decreto (15).  Un  passo  in  avanti
        nell'approvazione di  un'esauriente legislazione aerea, necessaria anche per ra-
        tificare  la  Convenzione  internazionale  per  la  regolamentazione  della  naviga-
        zione  aerea  stipulata  dall'Italia  il  13  ottobre  1919  e  alla  quale  la  legislazione
        interna  di  ogni  singolo  Stato  doveva  uniformarsi  una  volta  recepita,  fu  fatta
        dal ministro della Guerra Gasparotto, consule Bonomi, nella seduta del 26 lu-
        glio  1921, quando presentò alla  Camera un  disegno  di  legge che ricalcava es-
        senzialmente il progetto già preparato nel corso dell'estate del 1918 (16).  Questo
        disegno  di  legge,  ottenuto  il  consenso  della  Commissione  esercito  e  marina



            (13)  Cfr., A.  Ungari, Tra mobilitaziol/e !Jatriottica e suggestioni eversive. La vicenda dell'Unio-
        ne Nazionale Ufficiali e Soldati nel primo dopoguerra, in "Nuova Storia Contemporanea", a. V,
        n.  5, settembre-ottobre 2001, p.  41-76.
            (14)  "Occorrerebbe  che  venisse  pubblicato  con  ogni  sollecitudine  decreto  proposto
        sotto  segretario  armi  e  munizioni  per  riordinamento  servizi  civili  aeronautica  che  mi  si
        dice sia  rimesso  presidenza consiglio.  Essendo  prossima riunione conferenza è  opportuno
        che  risulti  persistere  organo che  possa provvedere  attuazione deliberazioni.  Prego inviar-
        mi  copia  del  provvedimento",  ACS,  Presidenza  del  Consiglio  dei  Ministri  1919,  b.  574,
        fasc.  12.509,  telegramma  di Vittorio  Emanuele  Orlando  n.  237 del  5  febbraio  1919 alla
        delegazione  italiana  a  Parigi.
            (15)  Nel  presentare  il  proprio decreto,  De  Vito  sottolineava che esso  "contiene  norme
        le  quali disciplinano e limitano con opportune sanzioni il  transito delle aeromobili per le  vie
        aeree ma  tali  disposizioni,  indispensabili al  pari  di  quelle che  regolano  il  transito dei  veicoli
        sulle  vie  terrestri e su  quelle  marittime, sono state contenute entro  il  più stretto  limite  pos-
        sibile  poiché  la  intiera  materia  della  navigazione  aerea  dovrà,  in  seguito,  essere  regolata ex
        novo e con  più  ampie  norme, in  relazione  alle  convenzioni  internazionali", Camera  dei De-
        putati,  Legislatura XXV,  Sessione  1919-21,  Raccolta  degli  atti stampati per ordine della  Ca-
        mera  dei  Deputati,  voI.  V,  Disegni  di  Legge  dal  170  al  346,  Tipografia  della  Camera  dei
        Deputati,  Roma,  1921, n.  187.
            (16)  Camera  dei Deputati,  Legislatura XXVI,  Sessione  1921-23, Raccolta degli atti stampati
        !Jer  ordine della  Camera  dei  Deplltati,  vol.  VII,  Disegni  di  Legge  dall'801  all'850,  Tipografia
        della Camera dei  Deputati, Roma,  1923, n.  830.
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