Page 15 - Le Forze Armate e la fine della II Guerra Mondiale - Atti 10 maggio 2005
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L'ITALIA E LA FINE DELLA GUERRA
TRA SPERANZE E PROBLEMI
Prq/ Romain I-:l. Rainero
oler tracciare un quadro complessivo della situazione dell'Italia all'indoma-
Vni della fine della guerra in Europa può solo significare riaprire una pagina
dolorosa della nostra storia patria, una pagina nella quale gli elementi da
ricordare sono di tale importanza e di tale gravità da farci facilmente venire il dubbio di
poter scrivere e descrivere quello che appare essere un c]uadro caotico, contraddittorio
e quasi illeggibile. Sono talmente tante e disparate le questioni che si riferiscono a que-
sto pur ristretto periodo, che va dalla Liberazione dell'Italia agli inizi di quella "Nuova
Italia" che oggi conosciamo, che il volerlo narrare potrebbe sembrare una impresa
disperata, ma non lo è, se ci si pone nella prospettiva non di una narrazione completa,
episodica e minuziosa, bensì di Cjuel che potrebbe definirsi "la filosofia del periodo"
attraverso i suoi cambiamenti e le sue connotazioni specifiche ed irripetibili. Ed in que-
sto quadro gli elementi fondamentali da ricordare sono tanti, ma vanno evocati tutti.
Dapprima, senza voler descrivere le condizioni internazionali nelle quali l'Italia si
muoveva, vanno ricordati i grandi problemi che la Nuova Italia, uscita dai drammi di
una guerra combattuta su molti fronti, ed anche sul proprio territorio, doveva affronta-
re. Prima di tutto, vi era la questione della sovranità internazionale dell'Italia, una sovra-
nità che appariva limitata dagli armistizi e che la cobelligeranza non aveva per nulla
ristabilita.
La questione internazionale si ripercuoteva anche sul piano interno italiano il quale
non poteva non subire la crisi istituzionale.
Essa si ricollegava alla situazione venutasi a creare dopo l'armistizio dell'8 settem-
bre con la fuga del sovrano, Vittorio ]':manuele III, dalla capitale verso Brindisi e venne
vista da tutti gli italiani come un vero e proprio abbandono di responsabilità della Casa
regnante nei confronti di quella Italia tutta che la decisione del 10 giugno 1940 condi-
visa dal re aveva trascinato in una guerra, né sentita, né giusta.
La c]uestione istituzionale, nata da c]uella situazione, condizionava anche la vita dei
partiti creatisi dopo la Liberazione, partiti che si muovevano con ideologie contrappo-
ste sullo sfondo di una società che stentava a ritrovare un giusto ec]uilibrio in una situa-
zione economica senz'altro precaria con una ricostruzione economica ed industriale
dalle proporzioni gigantesche. Sul piano umano il bilancio era spaventoso con oltre
450mila italiani, civili e militari, tra morti e dispersi, nelle battaglie, nei bombardamenti
e nella guerra civile, un bilancio che non poteva essere disgiunto da un altro, tutto da
calcolare, di un corteo di vedove e di orfani sparsi nell'intera penisola. Sul piano mate-
riale la situazione non era neppure sorridente: le distruzioni di strutture e di infrastrut-
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