Page 23 - Le Forze Armate e la fine della II Guerra Mondiale - Atti 10 maggio 2005
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l" '/Ia/ia e /ajìlle de/la gllerra Ira .rpe/ì/llze e prob/elJli


        italiane,  ed il Pacsc  tutto,  parvcro  stentarc  a  trovare  una  via  maestra  da  pcrcorrerc di
        frontc  alle  conscgucnze disastrosc di una gucrra pcrsa, o vinta?, di una gucrra appena
         finita  che  avcva  lasciato  podcrosc  consegucnzc  negativc  nel  tessuto  connettivo  dclla
        penisola, e chc quindi generava in  tutta l'Italia pcsanti contraddizioni.   "".
           Del resto, in un mondo di vincitori, e di alleati, che pur si dividevano, 1'I talia marto-
        riata con vittime civili, reduci disorientati c crisi economica e sociale evidente, stentava
        a confermare la  via dell'Occidente che sarebbc stata la sua naturale; essa esit'ava quasi a
        sceglierla, spccialmente alla  luce  dell'iniquità  di  un Trattato di  Pace che la  penalizzava
        proprio ad opera di coloro che più avrebbero dovuto essere i suoi naturali difensori cd
        allcati.
           Il primo momcnto di disoricntamento all'itHerno  dell'I talia  fu  anche  frutto di quc-
        stc iniquità. E  dal piano interno si  passava  rapidamente a quello più gcnerale.
           Non va, infatti, trascurato il  falto che, anche per quest"O  motivo, una certa tentazio-
        ne neutralista si manifestava in  I  talia, all'inizio della guerra  fredda.
           E  questa  tentazione non mancò di fornirc anche all'interno del Pacsc clcl11.enti cer-
        t;uncnte importanti e validi nel  disorientamcnto politico gencrale italiano.
           Nella seconda fase, la  proclamazionc della  Repubblica, con il riaffermare, malgrado
        ogni delusionc,  della  propria  fcdeltà  alla  democrazia  ed  alle  alleanze  con l'Occidente,
        diede  spessore  ad  una  volontà  che  si  manifestava  con una  "ricostruzionc"  non  solo
        mat"criale, ma anchc ideologica itHerna.
           La  scelta  europea  di  De C;asperi e di  Sforza  costituisce,  con quella  atlantica,  l'elc-
        mento dominatHe dell'intera posizione dell'Italia in una guerra fredda che pone nuova-
        mente l'Italia al  centro di tensioni e di crisi, che solo la  saldezza dell'Alleanza Atlantica
        c la  collaborazione con i "grandi alleati", c spccialmente con gli Stati  Uniti, cviteranno
        le  tcmute consegucnze di rivolgimenti intcrni ()  di aggressioni esterne.
           In questa fasc,  l'importanza dcllc Porzc Armate ricostruitc, e sempre più aggiorna-
        te, non è da dimostrare: la Repubblica italiana non solo ricostruiva la propria economia
        e la  propria socictà, ma tutelava la  propria difesa e vigilava per non dimcnticare la pro-
        fonda aspirazione degli italiani alla  libertà ed alla  pace.
           Ed in questa situazione le opzioni per una Europa unita, voluta malgrado ogni crisi,
        e pcr il potenziamento delle alleanze da allargare a tutela della stessa pacc diventeranno
        i due cardini della posizione italiana.
           E  questa  sarà  suggellata  dalla  politica  ecccllente  ed  innovativa  di  un  Gaetano
        Martino, che lanccrà nuovi spunti sia nei confronti dell'alleanza militare, sia  nei riguar-
        di dell'edificazione dell'Europa unita.
           Ben lo doveva riconoscere lo storico Federico Chabod il  quale, nelle sue lezioni alla
        Sorbona del  gennaio  1950, insisteva  sui  risultati  quasi  miracolosi  di  queste  iniziativc,
        constatando con soddisfazionc: «Lo Stato iut1iano  ha superato una crisi formidabile.  ]~
                                                                                       c
        benc tenere sempre presente che si tratta di lino Stato ancora relativamcntc giovane, chc   .21  "
        non possiede tradizioni unitarie che risalgono nci secoli.  Eppure questo Stato è riusci-  ]
        to  a  superare  la  grave  crisi  che  ha  sconvolto  la  vita  italiana  tra  il  1943  e  il  1945.
        Nonostante la  disfatta, nonostante che il Paesc sia stato pcr un lungo periodo diviso in
        due,  malgrado  le  scosse  d'ogni  genere,  d'ordine  moralc,  politico,  economico,  l'unità



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