Page 160 - Repubblica e Forze Armate. Linee interpretative e di ricerca - Atti 25-26 ottobre 2006
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Anna Mtllia Isastia
Nel 1986 una risoluzione del Parlamento Europeo sollecitò le industrie tede-
sche a risarcire in modo adeguato gli ex lavoratori coatti impegnati nel corso del
secondo conflitto. Ovviamente la risposta concreta a tale atto formale non è
stata facile e le difficoltà incontrate furono molteplici.
Nel maggio 1996, ad oltre cinquant'anni dalla fine della guerra, la Corte
Costituzionale tedesca con una sentenza ha sostenuto che «il diritto internazio-
nale non esclude automaticamente la possibilità, per gli ex lavoratori coatti, di
adire individualmente le vie legali». Nel febbraio 1999 è stata creata la
Fondazione Memoria Responsabilità e Futuro, che ha cominciato un anno dopo
ufficialmente la sua attività, potendo contare su di una somma di dieci miliardi
di marchi, per metà a carico dello Stato, per l'altra delle imprese coinvolte.
Le domande presentate per il programma tedesco di indennizzo per gli ex
lavoratori forzati sotto il regime nazista sono state le seguenti:9o
110.000 ex internati militari italiani (IMI)
(99.000 viventi al 31-12-2001 e 11.000 eredi)
7.000 ex internati civili
(6.500 viventi al 31-12-2001 e 500 eredi)
2.050 ex lavoratoti in condizione di schiavitù (I(Zj
(1.770 viventi al 31-12-2001 e 2 80 eredt)
320 ex internati di otigine slava
(305 viventi al 31-12-2001 e 15 eredi)
totale: 119.3 70
Ancora una volta sono stati però esclusi gli ex prigionieri di guerra e gli IMI,
la cui richiesta di risarcimento è stata giudicata «priva di fondamento».
Nel gennaio 2005 la International Organisation for l\tligration (OIM), ente
partner della Fondazione Memoria Responsabilità e Futuro, ha ribadito la non
legittimità di qualsiasi tipo di risarcimento a favore degli internati militari italiani.9 '
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