Page 155 - Repubblica e Forze Armate. Linee interpretative e di ricerca - Atti 25-26 ottobre 2006
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Repubblica e Forze Armate

        denze legislative; intendeva svolgere un'opera di  assistenza morale e,  nei limiti
        delle proprie possibilità finanziarie, anche materiale e sanitaria nei confronti dei
        soci  ma anche  delle  vedove,  degli  orfani e  dei  genitori di  coloro  che  avevano
        perso la vita durante l'internamento; si proponeva anche la ricerca dei luoghi di
        sepoltura dei caduti e di lavorare per ottenere il rimpatrio delle salme rimaste in
        territorio  straniero; infine,  nello  svolgimento della  sua opera, l'Associazione si
        dichiarava indipendente da qualsiasi partito politico.69
           Nei primi anni del dopoguerra la questione più sentita era quella del lavoro e
        dunque appare logica la grande attenzione con cui vengono seguite le leggi che
        tutelano l'assunzione dei reduci, mentre si organizza un servizio di informazio-
        ni e sollecitazioni per le pratiche relative al pensionamento degli ex internati, con
        particolare riferimento al tema delle pensioni di guerra, delle pensioni eli lavoro
        e per quelle eli previdenza sociale e mutualistica, e per avviare, in ultima analisi, le
        pratiche relative agli indennizzi richiesti da tutti quegli internati che erano stati co-
        stretti a fornire prestazioni lavorative all'interno delle industrie del Reich tedesco.
           Gli ex IMI si batterono anche per ottenere per questa categoria di ex prigio-
        nieri, la concessione della Croce al Merito di Guerra e,  soprattutto, la significa-
        tiva  qualifica di Combattenti della lotta di liberazione che li avrebbe equiparati
        ai Volontari della libertà.?O
           Secondo le disposizioni vigenti, infatti, potevano essere decorati della Croce eli
        Guerra soltanto i militari che avessero partecipato ad azioni eli guerra o fossero rima-
        sti particolarmente esposti all'offesa nemica, ma non erano assolutamente compre-
        si gli ufficiali e i militari internati dai tedeschi dopo l'armistizio dell'8 settembre. Gli
        ex IMI hanno invece sempre rivendicato il valore della loro resistenza passiva, con-
        dotta al di là di ogni speranza e fino  al limite estremo della resistenza fisica,  affer-
        mando  che  essa  aveva  costituito  un  capitolo  delle  vicende  nazionali  ugualmente
        importante e paragonabile a quello della guerra dei partigiani e, dunque, tutto que-
        sto era sufficiente a giustificare le loro richieste e a legittimare le loro aspirazioni.71
           Gli  IMI  si  ritenevano  infatti  moralmente  vincitori,  perché  la  prigionia  nei
        lager tedeschi era stata una scelta ribadita più volte rifiutando ogni collaborazio-
        ne sia  al Reich sia alla  RSI.n Tutti gli altri prigionieri invece, i Pow,  erano degli
        sconfitti con cui non volevano avere nessun rapporto.
           Nel 1951  il Parlamento stabilì la concessione della Croce ai  militari catturati e
        deportati in Germania o in territori controllati dai  tedeschi dopo 1'8 settembre '43,
        e trattenuti nei campi di concentramento per un periodo non inferiore ai cinque
        mesi; l'articolo 3 stabilì che la  Croce poteva essere concessa, laddove sussistes-
        sero le condizioni richieste, anche ai dispersi in azioni di guerra o alla  memoria
        di  coloro che fossero deceduti durante la  deportazione o durante l'internamen-
        to stesso; infine, l'articolo 5 dichiarò che la scadenza per la presentazione delle




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