Page 151 - Repubblica e Forze Armate. Linee interpretative e di ricerca - Atti 25-26 ottobre 2006
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Repubblica e F'otze Armate
Questa era la posizione ufficiale del Cnrp, ma il dibattito evidenziò il disagio
di molti reduci all'ipotesi di fusione con un'associazione compromessa col fasci-
smo e della quale facevano parte anche militari della Rsi.
Gli interventi finali di Gasparotto e di De Gasperi furono di rassicurazione
e di impegno a non trascurare le giuste richieste dei reduci.
Il convegno si chiuse con la trasformazione del Cnrp in Associazione na:~.io
nale reduci (Anr) che elesse presidente l'avv. Pietro Tamagnini, dandogli manda-
to eli giungere all'unione delle forze combattentistiche.
Il 4 luglio 1946 fu ufficializzata la nascita dell'Associazione nazionale com-
battenti e reduci (Ancr), frutto della fusione tra Anc (Viola) e Anr (famagnini),
ma in molte città combattenti e reduci rifiutarono la fusione.
I reduci, inoltre, lamentavano il fatto che le loro richieste continuavano ad
essere ignorate in sede politica. Il25 giugno 1947 coloro che erano contrari alla
fusione organizzarono il secondo congresso nazionale a S. Pellegrino Terme, in
provincia di Bergamo, con lo scopo di dare vita ad una nuova associazione capa-
ce di riappropriarsi del patrimonio morale, sociale ed economico che era appar-
tenuto all'Anr. La nuova Anr, forte di 300mila associati, elesse presidente del
consiglio direttivo l'avv. Elio Nicolardi della Federazione di Piacenza e stabilì la
sua sede a Roma in via del Pozzetto.
Tramontava così ufficialmente qualunque possibilità di unione delle associa-
zioni dei reduci, che continuavano invece a moltiplicarsi tra strascichi polemici
che ebbero una vasta eco sulla stampa. Ne seguirono denunce politiche e denun-
ce eli scandali nella gestione finanziaria della vecchia Anr.
Dal 15 al 18 gennaio 1 948 si tenne a Roma il terzo congresso nazionale
clell'Anr (Nicolardi) alla presenza dei delegati di 40 federazioni provinciali che
testimoniavano la volontà dci reduci di avere una loro associazione autonoma
che rappresentasse c tutelasse gli interessi eli tutti i prigionieri militari e civili.w
Il presidente Nicolardi affermò che l'associazione si era impegnata ad unire
e a rivendicare i diritti di diverse categorie di persone: coloro che, dopo gli even-
ti dell'8 settembre 1943, avevano trasformato una dura prigionia o, comunque,
una posizione di inferiorità, in un'opera attiva, anche se oscura, per la ripresa
della lotta dell'Italia democratica; coloro che avevano volontariamente accettato
la più cruenta delle prigionie facendo della propria sofferenza un'arma contro il
nemico; coloro che, non militari, avevano comunque lottato per la Patria duran-
te tutto il periodo della Resistenza meritando adesso il trattamento e la qualifica
di "prigionieri di guerra"; infine coloro che, militari o civili, vittime innocenti di
una dittatura ventennale, avevano conosciuto la sofferenza dei campi di prigionia " c
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e di internamento sparsi in varie regioni del mondo. In conseguenza di tutto ciò, ·§
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quest'associazione, la sola a raggruppare in un unico sodalizio militari e civili, u
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