Page 239 - Repubblica e Forze Armate. Linee interpretative e di ricerca - Atti 25-26 ottobre 2006
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Repubblica e Forze Armate
costola dei Veterani e Invalidi della guerra fredda un gettone di presenza inter-
nazionale. Ha versato vino nuovo negli otri vecchi, ha stuccato le crepe ma,
insomma, il bluff finora ha funzionato.
Le coalizioni europee - quelle temporanee delle prime due guerre mondiali e
quelle permanenti della guerra fredda- erano fondate su una ripartizione essen-
zialmente regionale dei compiti, per cui, malgrado l'integrazione dei comandi
NATO, le forze francesi, tedesche, italiane e turche erano destinate ad operare
sul proprio territorio nazionale, o almeno in prossimità delle proprie frontiere.
Questo criterio vale ancora solo per la Polonia e la Turchia, ma non più per la
Francia, la Germania e l'Italia. Le nuove coalizioni- sia quelle "dei volentero-
si", sia la stessa NATO dopo la rifondazione avvenuta nel 1999 -agiscono in
un contesto storico completamente diverso, basato in ultima analisi sulla politi-
ca degli Stati Uniti, l'unico paese che oggi è in condizione di decidere una guer-
ra e di condurla, eventualmente anche da solo. Tutti gli altri paesi, inclusa la stes-
sa Gran Bretagna, possono solo decidere se partecipare o no, oltre tutto in un
ruolo appena meno subalterno di quello di altri paesi extraeuropei, che di volta
in volta, grazie alla prossimità del loro territorio alle aree di guerra attuale o
potenziale, possono acquisire anche maggior voce in capitolo (come nel caso
della Turchia, del Palcistan, dell'Egitto, dell'Arabia Saudita o del Giappone).
La cosiddetta "professionalizzazione" degli eserciti europei ha contribuito ad
accelerare la tendenza, peraltro realisticamente inevitabile, a trasformarli in meri
contingenti ausiliari di un esercito imperiale, com'erano quelli forniti dalle città
e tribù italiche agli eserciti consolari della Repubblica romana del III-I secolo
a.C., infine, sostituiti dai frombolieri delle Baleari, dagli arcieri cretesi e dalla
cavalleria numida (che i Romani chiamarono in Italia per stroncare la ribellione
degli alleati Marsi e Sanniti nel 90-89 a.C., concedendo poi ai superstiti una
nominale cittadinanza). Se non vogliamo riandare così indietro nel tempo, noi
italiani dovremmo dimenticare il Piave ed El Alamein, azzeccate quando il
nostro Esercito era accasermato a guardia della "Soglia di Gorizia", e mettere a
base delle nostre nuove tradizioni militari le Divisioni italiche e napoletane che
combatterono in Spagna, in Russia e in Germania per Napoleone, o i Tercios
abruzzesi che nel Seicento combatterono per la Spagna nelle Fiandre e in
Brasile.
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