Page 243 - Repubblica e Forze Armate. Linee interpretative e di ricerca - Atti 25-26 ottobre 2006
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IV:pubblica e Forze Armate
richieste al cittadino. Eppure dal 1945 e soprattutto dagli anni Sessanta ad oggi
il sistema educativo del Paese ha conosciuto una vera e propria "rivoluzione for-
mativa": come ha tenuto il passo con tale rivoluzione esterna il sistema dell'istru-
zione militare? Queste pubblicazioni non si pongono la domanda. Riteniamo
invece che guardare agli istituti d'istruzione militare dall'esterno e nei contesto di tale
rivoluzione formativa sia essenziale, per comprendere (1uanto e come è cambia-
to il profilo dell'ufficiale nella società repubblicana e democratica, rispetto al
passato. Peraltro, proprio guardando dal contesto, alcuni evidenti e gravi proble-
mi del sistema italiano d'istruzione militare del periodo repubblicano potrebbe-
ro essere meglio compresi sia nei loro caratteri positivi (crescita del numero delle
scuole e degli allievi, loro internazionalizzazione - per il resto obbligata dalla
Nato - ecc.) sia in quelli più problematici (incerta chiarezza sulle finalità del
sistema, ritardo interforze, problematico rapporto con l'esterno ecc.).
Quella rivoluzione formativa ha infatti trasformato pmfondamente la società
italiana, ed ha quindi potentemente influenzato il suo rapporto con i militari. Un
aumento rilevante della scolarizzazione, una serie importante di riforme degli ordi-
namenti scolastici, una sempre maggiore apertura alla loro internazionalizzazione,
l'alternarsi di generazioni di docenti che si sono lasciate alle spalle le chiusure del
periodo (e del regime) precedente sono stati alcuni fra i caratteri della rivoluzione
scolastica nel periodo repubblicano. Certo, essa non ha cancellato del tutto la per-
sistenza di antichi problemi: il disinteresse della classe politica verso i problemi
della scuola (come dimostra la bassa percentuale dei bilanci pubblici ad essa devo-
luti), la sua settorializzazione, una sua eccessiva selettività sociale, la fatiscenza
delle sue strutture ecc. Insomma la repubblica non ha certo annullato il divario del
proprio sistema scolastico con la realtà internazionale: ma lo ha di certo potente-
mente ridotto, e in alcuni punti ha conquistato posizioni d'eccellenza.
Solo guardando al contesto è peraltro possibile capire e misurare le trasfor-
mazioni del sistema dell'istruzione militare. Il primo dato è che quel contesto è
forzatamente, in buona parte, internazionale. Non è una novità. Le stesse pub-
blicazioni ufficiali raccontano come la Scuola di guerra italiana sia nata, nel 186 7,
per rispondere alla bruciante sconfitta sul campo dell'anno precedente. I fonda-
tori guardarono allora al modello tedesco della Kriegsakademie. Ecco allora che
per valutare il sistema d'istruzione militare italiano contemporaneo si potrebbe
pensare ad accostarlo- ad esempio- a Saint-Cyr o a Sandhurst, se non a West
Point? Il sistema italiano reggerebbe il confronto? Sicuramente le scuole milita-
ri italiane hanno vissuto nel periodo repubblicano una fase di pmfonda trasfor-
mazione, forse più che di rivoluzione: chi potrebbe affermare che esse abbiano
espresso istituti in grado di rivaleggiare, ad esempio, con il TRADOC statuni-
tense, o quanto meno di essere al suo passo? Anche il TRADOC fu istituito, a
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