Page 242 - Repubblica e Forze Armate. Linee interpretative e di ricerca - Atti 25-26 ottobre 2006
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Nicola Labanca
presenta come un argomento secondario: anche prima dell'avvento della revo!tt-
tion in mi!itary cif.fairs e della scelta a favore della compiuta professionalizzazione
dello strumento militare nazionale. Per fare uno degli innumerevoli esempi, non
è forse un caso se la Nato all'immediato indomani della fine del sistema bipolare
decise di tenere (proprio a Roma) un importante seminario appunto sulle scuole
militari, che avrebbero dovuto essere i primi e più immediati attori della diffusio-
ne della comprensione di quanto il mondo stava cambiando.
Infine, uno studio del sistema d'istruzione militare "parla" non solo delle
scuole militari, ma dell'istituzione militare nel suo complesso.
Lo stato degli studi e la necessità di un approccio non interno
Pur quindi necessario, lo studio storico dei sistemi d'istruzione militare è
stato in Italia alquanto trascurato. Per il periodo precedente alla seconda guerra
mondiale disponiamo oggi di un paio di tomi sugli istituti d'istruzione preunita-
ri c di un documentato studio sull'Accademia di Modena, più altri saggi minori.
Per il periodo repubblicano la situazione è ancora più sconfortante: alcune pub-
blicazioni monografichc, di autoprcsentazione, da parte dei singoli istituti
d'istruzione; un grande volume illustrato, sempre assai elogiativo, di panorami-
ca sulle scuole militari di tutte le Forze Armate (peraltro edito quindici anni fa);
un volume con illustrazioni, schede e interviste ai comandanti dei singoli istitu-
ti per le scuole dell'Esercito. Un panorama quindi fatto di pubblicazioni in gene-
re non problcmatiche, in linea di massima non scientifiche, con nessuna impo-
stazione intcrforze. È forse significativo del carattere poco scientifico di non
poche fra queste sempre riccamente illustrate monografie, il fatto che esse insi-
stano costantemente sui risultati ginnici e sportivi degli ufficiali formati da que-
ste scuole e poi transitati nelle squadre olimpiche nazionali: quasi ci fosse una
continuità fra sportivo e guerriero ...
Soprattutto, queste pubblicazioni - ancorché poco numerose ed evidente-
mente mosse da intenti di autopromozione - continuano a guardare agli istituti
d'istruzione militare dal proprio interno, senza alcun collegamento con l'esterno e
con la più generale storia dell'educazione in Italia. Tale approccio non è incon-
sueto, nella storia militare più tradizionale. Ma se c'è un punto in cui esso dimo-
stra tutti i propri limiti è appunto nell'apprezzamento del ruolo e della trasfor-
mazione subita dalla professione militare nel periodo repubblicano. E scopo
" della formazione militare è, oltre alla socializzazione del corpo ufficiali e al per-
t:
:~ fezionamento della sua efficienza, anche- come diceva Howard -l'inserimen-
o to dei militari nella società, la loro integrazione nel sistema di "qualità morali"
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