Page 266 - Repubblica e Forze Armate. Linee interpretative e di ricerca - Atti 25-26 ottobre 2006
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Marco  Cuzzi

            l'Esercito «sempre più popolare e vicino all'anima del Paese»7. Ma mentre il cor-
            teo, composto come l'anno precedente da militari, reduci dei Gruppi eli combat-
            timento ed ex partigiani, sfilava sotto gli occhi del ministro e  del presidente della
            Camera  Terracini,  apparve  un  secondo  corteo,  non  previsto,  di  quattromila
            donne, parenti di militari dispersi in Russia, in Jugoslavia e negli altri teatri della
            t,:rtlerra  1940-43. Il fatto  che la notizia sarebbe stata ripresa soltanto dall'organo
            monarchico Il LVIattino  d'Italias  suggeriva l'inaugurazione  eli  una nuova stagione
            polemica.  Da un  lato,  la  stampa  moderata  ribadiva  la  tesi  della  responsabilità
            sovietica e  jugoslava nella morte di  migliaia di  prigionieri, innescando un con-
            fronto  politico  evidentemente  declinato  nella  dialettica  partitica  interna.
            Dall'altro si  assisteva  all'apertura  di  una querelle  sulla  memoria che non pare
            conclusa neppure oggi:  nella  pletora eli  celebrazioni  (il  Risorgimento, la  Prima
            guerra mondiale, la Liberazione nella  sua duplice lettura, per usare le  categorie
            di  Chiarini, "rossa" e "grigia"),9 pareva che i reduci della guerra di  Mussolini e
            dell'ex  Sovrano, per non parlare di  quelli  delle guerre "fasciste" d'Etiopia o  eli
            Spagna, fossero un imbarazzante cascame da obliare al  più presto.
              La celebrazione della Liberazione del1947 coincise con la fine dell'unità anti-
            fascista e l'inizio della guerra fredda, che avvenne formalmente il13 maggio con
            la fine del governo tripartito. Non a caso le manifestazioni, soprattutto nel cen-
            tro-nord, assunsero caratteristiche sempre più di parte, e le bandiere rosse o dei
            partiti  e delle  organizzazioni collaterali  della  sinistra  iniziarono  a prevalere  sui
            vessilli nazionali. Fu pertanto una diretta conseguenza del nuovo clima la dispo-
            sizione del ministro della Difesa, il democristiano Cingolani, in merito alle immi-
            nenti manifestazioni del 2 giugno, primo anniversario della vittoria referendaria:
                       Ho  dato rli.rposizioniperché si ripeta per la predetta giornata quan-
                    to si faceva per lo Statuto,  in modo che la manijèstazione conservi il suo
                    camttere tradizionale, e cioèprettamente ll!J4,ionale e militare (la sotto-
                    linea tura è nostra).1o
              Le  Forze Armate avrebbero ridotto vieppiù la  loro presenza alle  manifesta-
            zioni del 25 aprile, limitandosi a una partecipazione di rappresentanza, e acl  esse
            fu affidato il compito di essere protagoniste, non uniche ma senz'altro di prima-
            ria importanza, delle celebrazioni repubblicane del 2 giugno. 11  Fu pertanto ordi-
            nata una rivista  militare delle  Forze Armate in tutti i presidi aventi forza  supe-
            riore  di  un  battaglione, mentre a Roma  furono  fatti  affluire  alcuni contingenti
            dislocati nei vicini presidi per partecipare a una rivista (avente le  caratteristiche
            tuttavia di una piccola parata), che si sarebbe svolta in viale Tiziano. 1 2  Mentre la
            rivista militare si  svolgeva, accolta dalla popolazione con applausi, in piazza del
            Popolo si  tenne un comizio eli  tutti i partiti, che presto si  trasformò in un atto
            d'accusa lanciato dal  Pci e dal  Psi  al  recente "tradimento" degasperiano.  Dalla



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