Page 270 - Repubblica e Forze Armate. Linee interpretative e di ricerca - Atti 25-26 ottobre 2006
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Marco Cuzzi
Dio) l'Italia che) seppure per tropjJi anni smanita) ha saputo titrovare
.re steua nel nome del .rtJo Re e della .rtta bandiera ... All'Italia del Re
è .rttcceduta l'Italia del Signor Presidente della RejJtfbblica. Ma non c'è
dttbbio che il4 n01;embre appartiene alla ptima.26
La risposta dell'opinione pubblica governativa, tesa a ribadire l'assoluto colle-
gamento tra Forze Armate e nuova Italia, fu netta e categorica. Un filo condutto-
re univa l'Italia del Risorgimento e di Vittorio Veneto con la Repubblica nata il 2
giugno dell'anno precedente. E tale filo era rappresentato dalle Forze Armate che,
con l'atto simbolico di ricevere gli stendardi repubblicani avevano sancito una
continuità, e non una rottura con il passato.27 Le cronache della giornata riporta-
vano quindi un clima di compassata e, come attestano le foto d'epoca, seria par-
tecipazione della popolazione delle principali città del Paese mentre sfilavano i
reparti militari. La polemica politica, nella giornata che era anche della memoria
verso i caduti, sembrava sostanzialmente attenuarsi, anche se si registrarono scon-
tri e tafferugli soprattutto tra profughi istriano-dalmati ed ex partigiani.2 8
Gli incidenti del4 novembre 1947 furono l'anticipo degli scontri, anche san-
guinosi, dell'anno successivo. In occasione del 25 aprile 1948 si assistette a un
nuovo e più netto scloppiamento delle celebrazioni, e a una presenza rappresen-
tativa delle tre Armi. L'Esercito fu più protagonista delle celebrazioni attraverso
il lutto che colpì l'arma dei Carabinieri, con la morte del milite Angelo rdariani,
ucciso durante gli scontri eli Milano. Il funerale del giovane carabiniere si trasfor-
mò in un tributo alle Forze clell'm·cline e all'Esercito da parte dei settori più
moderati della popolazione cittadina. Si giunse a suonare la "Leggenda del
Piave", che stava trasformandosi in un inno dei sostenitori delle Forze Armate.29
Il 2 giugno 1948, il primo anniversario dopo la promulgazione della Carta
costituzionale, vide il neo eletto presidente Einaudi recarsi sulla tomba clell'vlilite
Ignoto. In tale occasione si suggellò il rapporto tra Foo:e Armate e presidenza
della Repubblica (e quindi nuovo Stato democratico) mediante due atti riporta-
ti con composto entusiasmo dai giornali filo-governativi. Anzitutto, Einaudi,
accompagnato dai Capi di Stato Maggiore delle tre Anni, ricevette l'omaggio di
tutte le bandiere dei reggimenti, confermando con quell'atto il suo ruolo di
comandante supremo delle Forze Armate. Con malcelata enfasi patriottica, il
Tempo di l'viilano definì il Capo dello Stato «il solo essere vivente a cui le bandie-
re eli guerra possono e debbano inchinarsi».3° Quindi, come recita la cronaca del
iVIessaggero:
In quello stesso momento) in tutti iport~ la Marina militare italia-
na alza a bordo delle natJi la nl!O!Ja bandiera che reca sul campo bianco
lo stemma marinaro delle gl01ie repNbblicane di Venezia) Genova)
Ama!ft e Pi.ra.31
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