Page 272 - Repubblica e Forze Armate. Linee interpretative e di ricerca - Atti 25-26 ottobre 2006
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Marco Cu~/
baluardo per difendere le istituzioni, ma anche quale luogo d'insegnamento di
valori civici e di disciplina. Sorta di "Guardia repubblicana", i militari sarebbero
diventati l'emblema della Nazione tanto quanto i vessilli tricolori e il capo dello
Stato. Per meglio giungere a tale obiettivo, Pacciardi liquidò le tesi di Gasparotto
e Cadorna del 1946 circa la fusione tra l'Esercito dei Gruppi di Combattimento
e i reparti partigiani. Con la direttiva 115558, emanata poco dopo la nomina a
titolare del dicastero, il leader repubblicano vietò di far intervenire rappresentan-
ze militari a cerimonie e ricompense insieme ad esponenti delle associazioni
reduciste partigiane.39 Le richieste delle associazioni partigiane, come l'Anpi, di
sfùare accanto alle truppe per le parate del 2 giugno, vennero quindi respinte dai
vari comandi di Presidio, come nel caso di Torino.4o
Come ricorda Ilari, con quell'atto si inaugurò la stagione del rilancio organiz-
zativo, ma anche morale, delle Forze Armate, che, per opera di Pacciardi, furo-
no trasformate in moderna ed efficiente istituzione militare. Di più: l'Esercito
recuperava memorie, tradizioni, orgoglio interno e consapevolezza del proprio
ruolo.4t Al contempo, l'esperienza partigiana veniva conchiusa, e di fatto indiret-
tamente consegnata al monopolio delle sinistre.
Le critiche sul taglio della manifestazione del 2 giugno giunsero puntualmen-
te dalla stampa frontista. Se i socialisti confrontavano l'entusiasmo dimostrato
dalle autorità politiche in occasione della parata rispetto al basso profilo della
celebrazione in Parlamento,42 la stampa comunista fu ancora più esplicita nella
critica. Le celebrazioni, per l'organo del Pci, erano state ridotte a una mera
"parata militare", dalla quale erano state volutamente escluse le rappresentanze
partigiane.
Da notare, tuttavia, l'atteggiamento assai disponibile dei comunisti verso le
Forze Armate, descritte come inconsapevole strumento di una politica reazio-
naria e restauratrice. Un piano, quello di De Gasperi e Pacciardi, che l'Esercito
avrebbe respinto:
Oggi applaudiremo i nostri soldati fratelli e figli .. . per assicurarli del
nostro qffetto e dire che siamo sicuri che essi non utilizzeranno mai le
Armi contro il popolo 1 ma solo contro i nemici interni ed esterni. 43
La politica del Pci verso le Forze Armate si inseriva in una più generale azio-
ne propagandistica. Nel febbraio la direzione del partito aveva istituito i
"Gruppi di solidarietà e di amicizia con le Forze Armate", con il duplice scopo
di ridurre le pulsioni antimilitariste di alcune frange del partito e, d'altra parte,
presentare nel migliore dei modi i comunisti agli occhi dei militari. L'opuscolo è
un utile strumento per comprendere l'approccio che il Pci ebbe con i militari.
Veniva anzitutto stigmatizzata la strategia del governo De Gasperi-Saragat-
Pacciardi, atta a «fare delle Forze Armate nazionali uno strumento di parte
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