Page 276 - Repubblica e Forze Armate. Linee interpretative e di ricerca - Atti 25-26 ottobre 2006
P. 276

Marco Cuzzi


          radi Mussolini erano sovente "dissenzienti", "obbligati" eccetera), per la prima
          volta Orlando reintegrò nella liturgia della memoria i caduti precedenti 1'8  set-
          tembre.  Le  Forze  Armate  diventavano  così,  nella  loro  memoria,  l'istituzione
          simbolo della rappacificazione nazionale.49
             Le dichiarazioni dell'ex Presidente del Consiglio  furono riportate con com-
          piacimento dagli esponenti dell'estrema destra.so  In realtà,  si  trattava,  oltre che
          di un ulteriore tributo alle tre Armi e alla loro storia, di un espediente per argi-
          nare le sempre più numerose iniziative del piccolo ma attivo partito neofascista.
          In occasione delle celebrazioni il missino Almirante tenne un comizio in piazza
          del Popolo, dinami a ottomila simpatizzanti e reduci, per celebrare oltre che la
          vittoria i "morti italiani di tutte le brt1erre".s1  Per evitare che i numerosi ex com-
          battenti  del  1940-43  divenissero  monopolio  delle  destre,  si  rendeva  dunque
          necessario un loro riconoscimento che, peraltro, sarebbe stato gradito dagli alti
          comandi militari, composti da molti ex combattenti di quel periodo.
             Di tono polemico fu l'Atlanti! che, in occasione delle celebrazioni della vitto-
          ria, volle ribadire il suo pacifismo: il4 novembre non poteva essere una celebra-
          zione della guerra,  ma un'occasione, nel  ricordo del  sacrificio delle  migliaia  di
          soldati morti nei due conflitti mondiali, per esecrarla:sz
                     Il significato  del 4 novembre si è andato man mano traiformando,
                   da/lontano  1918; oggi,  il popolo pa1tecipa alla cerimonia con una men-
                  talità  del tutto  differente  da  quella  che  animm;a  le  vecchie  cerimonie.
                  Molti  soldati,  un  tempo,  si  allineavano  attorno  al monumento  dei
                   CadtJti,  sqtJillavano le trombe,  si inchinavano le  bandiere: il tono  delle
                   cerimonie  era  senz'altro  'Jìero ".  Oggi,  invece,  l'umanità  ha preso  il
                   sopravveJtto  sulla fierezza:  la  "vittolia" si è allontanata  nel tempo.  Il
                   tispetto e la riconoscenza per i Caduti sono rimasti immttfat~ ma scissi,
                   om1at~ da quella mentalità che tendeva a jàme delle bandiere, degli esem-
                  pi petjuture "glmiose" azioni lllilitmi. Sono cittadini ti/Orti,  onestamen-
                   te,  in buona fede, per quello che credevano rappresentasse l'interesse della
                  patlia.  E  il loro  sacrificio ha conservato intatto il proptio valore,  anche

                   se, purtroppo,  non è servito a niente. 53
             Nel  corsivo  del  quotidiano  socialista  traspariva  quindi  una  netta  pulsione
          pacifista  che  avrebbe  raggiunto  la  sua  massima  espressione  negli  anni "caldi"
          della guerra fredda.  Ma il pacifismo, come si vedrà, non avrebbe avuto partico-
          lari declinazioni antimilitariste, se si escludono le tradizionali posizioni della sini-
          stra libertaria e anarchica.
             Il 1949 fu l'anno della definizione del "calendario liturgico" della Repubblica,
          con le  celebrazioni del 25  aprile, del 2 giugno e del 4 novembre, che venivano
          affiancate  alle  tradizionali  ricorrenze  religiose.  Il  25  aprile  vide  a  Cremona,



                                     276
   271   272   273   274   275   276   277   278   279   280   281