Page 278 - Repubblica e Forze Armate. Linee interpretative e di ricerca - Atti 25-26 ottobre 2006
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Marco CuiJ:f

           minacciosa e foriera di future  sciagure belliche: «Nuove guerre non ne vogliamo più,
           se sia possibile; e i soldati li vogliamo più belli che jeroct~ quando ce ii facciamo passare davan-
           tiper cerimonia e perjeste>>.ss  Il Mondo  di  Pannunzio, pesantemente critico verso il
           governo, criticò anch'esso il dispiegamento di forze:
                      L'unico spiegamento di forze che sopportiamo è quello fatto in omag-
                   gio alia riconquistata libertà e dignità dei cittadini. Ubertà e dignità che
                   non hanno bisogno di troppe fatifare. 59
              Ma erano voci isolate. I socialisti e i comunisti contestarono il carattere popo-
           lare della parata, definita "fredda" dal quotidiano del Psi,60 preferendo descrive-
           re  minuziosamente  le  celebrazioni  civili.  L'Avanti! parlò  di  "due  Italie",  una
           "popolare", l'altra ufficiale e militare. Ma non vi era, per i socialisti, una respon-
           sabilità delle Forze Armate: queste, come il popolo, erano state utilizzate da un
           governo che tendeva a dividere il Paese. 6 1 Ma non si  andò oltre e, in ogni caso,
           non  traspare  dalla  stampa d'opposizione alcuna  particolare  denuncia verso  la
           celebrazione militare.
                      Nessuno s'illuda- scriveva Ii Messaggero- che l'Esercito che ieri mat-
                   tina,  così petjettamente, ha ifìiato per la via dei Fori Imperia/~ sia già un
                   Esercito  'temibile~ specialmente  riguardo  alla complicazione tecnica  delia
                   'guerra  moderna~· è Nn Esercito costretto nei limiti di un duro  trattato di
                   pace: ma è pur sempre un Esercito, spina dorsale di una nazione sul qNai~
                   pian piano, si andrà articolando la potenza risorgente dei Paese. 62
              La parata di  Roma  coinvolse  15mila militari  e un notevole  spiegamento di
           mezzi  blindati,  che  sfilarono  alla  presenza  del generale  Clark,  ospite  d'onore
           della cerimonia.  Come ricorda Ilari, si voleva anzitutto mostrare «i progressi com-
           piuti nei quadro  degli aiuti militari americani e dei grande .ifOrzo  economico  di riarmo  com-
           piuto dal paese>>.63  I commenti dei corrispondenti e degli addetti militari stranieri
           furono  più  che  positivi,  quasi  entusiasti.  Per lo  svedese Stockhoims  Tidningen  si
           trattava della «più grande rivista militare che abbia avNto luogo dopo  l'era di Mussolini>>.64
           Oltre a  esporre i  successi  della  recente  alleanza  con gli  Stati  Uniti,  si  trattava
           anche di dimostrare al Paese che l'epoca delle umiliazioni militari del 194 3-194 7
           era definitivamente tramontata. Inoltre, dinanzi alla crisi di Trieste che entrava
           nella sua stagione più calda, lo  spiegamento di un'efficiente e potenziata Forza
           Armata sarebbe stato ammonimento e deterrenza nei confronti degli aggressivi
           vicini  orientali.  Il  sottosegretario  alla  Difesa,  il  democristiano  Luigi  Meda,
           aggiunse però un significato più legato allento lavorio pedagogico destinato ad
           avvicinare il Paese civile a quello in uniforme:
                      Non sono esibizioni di forza le riviste militari che si svolgeranno in
                   qNesti giorni,  ma  soltanto  dimostrazioni  di  quanto  ha potNto fare  ii




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