Page 280 - Repubblica e Forze Armate. Linee interpretative e di ricerca - Atti 25-26 ottobre 2006
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Marco Cuzzi

          gio <<ln  regime democratico  e repubblicano le Forze Armate nazionali- espressione di popo-
           lo - devono stringere col popolo legami spirituali profondi». 68
             Si introdusse quindi la  tradizionale apertura delle  caserme, delle  navi,  degli
          aeroporti militari al pubblico. Per il titolare della Difesa, questa scelta rappresen-
          tava la migliore occasione per avvicinare i due Paesi, quello civile e quello mili-
           tare, ormai compenetrati l'uno all'altro. Le manifestazioni conseguenti, a comin-
          ciare dai "ranci" organizzati dai militari che attirarono numerosi ex combatten-
           ti ma anche giovani curiosi, incuriositi dall'esposizione delle macchine belliche,
          avrebbero raggiunto  anche  negli  anni  seguenti e  fino  a  tutti gli  anni Settanta,
          livelli di grande partecipazione.69
             L'operazione  riuscì,  al  punto  che  neppure  i  partiti  di  sinistra,  di  certo  -
           soprattutto il  Psi - ostili alla  riduzione della portata politica e ideologica della
          celebrazione del 20 settembre, vollero opporvisi. E  se i socialisti ribadirono in
           occasione del 4 novembre la loro opzione pacifista/o il Pci di Togliatti, attento a
           diffondere la propaganda in tutte le  sfere della società e nelle istituzioni, accol-
           se con favore l'iniziativa.  Furono attivati quei "Gruppi di solidarietà e amicizia
           con le Forze Armate" istituiti l'anno precedente, mentre la Federazione giovani-
          le comunista si era fatta carico di "preparare" i giovani richiamati al servizio mili-
           tare attraverso iniziative ad  hoc,71  In alcuni casi, le  autorità segnalarono "fonti
           confidenziali" secondo le quali le organizzazioni collaterali come l'Anpi avreb-
           bero approfittato dell'apertura  delle  caserme  per "impossessarsi delle  armi" e
           convincere i militari a fare "causa comune" con questi presunti gruppi sedizio-
           si.  Gli echi dei  disordini  successivi  all'attentato  al  leader del Pci non si  erano
           ancora attenuati, e l'ipotesi di una sollevazione comunista in armi pareva da alcu-
           ni tutt'altro che remota,72 Il capo della Polizia mise al corrente dell'eventualità il
           ministero della Difesa, ma non emergono dalla documentazione d'archivio par-
           ticolari episodi a conferma della supposta iniziativa dai tratti quasi insurreziona-
           li,73 Le autorità di Polizia prestarono maggiore attenzione verso le iniziative pro-
           pagandistiche, che gli  attivisti del Pci  e delle  associazioni collaterali avrebbero
           compiuto verso i militari, che non potendo partecipare in uniforme alle riunio-
           ni politiche nelle sezioni, sarebbero stati convogliati nelle  feste donali organiz-
           zate per il 4 novembre. Lo scopo era,  per le autorità di Polizia, quello di  "bol-
           scevizzare l'Esercito". 74
             Le manifestazioni del 4 novembre  1949  si  svolsero con solennità, a comin-
           ciare  dall'ormai tradizionale  pellegrinaggio del capo  dello Stato all'Altare  della
           Patria, accompagnato dall'onnipresente Pacciardi e dai  capi  di Stato Maggiore
           delle  tre  Armi.  Alla  base  della  scalea  si  posizionarono  quaranta  ufficiali
           dell'Esercito  e  una compagnia d'onore  composta  da rappresentanze  delle  tre
           Armi. Cerimonie analoghe si svolsero nel resto del Paese. Le autorità passarono




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